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Francavilla Fontana | Il Centro Vaccini in palestra non piace a FdI

La location scelta per il centro vaccini di Francavilla Fontana, ovvero la palestra della scuola elementare de Amicis, non piace a Fratelli d’Italia. E neppure come ci si è arrivati.

“Non si comprende – scrivono il consigliere Regionale Luigi Caroli, la consigliera comunale d’opposizione Anna Fereri e il segretario cittadino Michele Iaia – come una realtà territoriale così importante, come posizione geografica e come popolazione, stia partendo con notevole ritardo rispetto ad un servizio che risulta essere decisivo ai fini del contrasto alla diffusione del Covid-19. L’interlocuzione, decisa quanto concreta, andava intrapresa sin dall’avvio della campagna vaccinale, al preciso scopo di assicurare la presenza del centro vaccinazioni nella immediatezza su un territorio esteso e popoloso. Ciò avrebbe consentito la somministrazione dei vaccini ad una platea estesa di persone ed al contempo avrebbe scongiurato le code che purtroppo si sono verificate e si stanno verificando in comuni limitrofi, come ad Oria. Le perplessità si riverberano anche nella scelta del sito, atteso che non vi è chi non veda che il servizio di vaccinazioni avrà una sicura ripercussione nell’andamento delle attività scolastiche, sia didattiche e sia amministrative, già generalmente in difficoltà ed in situazione di emergenza, che si svolgono all’interno del plesso”.
Poi, gli esponenti di Fratelli d’Italia criticano la location.

“Potevano con certezza essere operate scelte migliori, anche sfruttando la disponibilità finanziaria resa dalla Regione Puglia in favore di Comuni per gli interventi necessari a rendere idonei gli immobili da adibire a centri per le vaccinazioni. Sotto il profilo logistico, e con una scelta socialmente non impattante, poteva essere preso in considerazione l’utilizzo dei locali della ex Fiera dell’Ascensione, in gran parte già pronti all’uso, ad oggi non fruiti, con spazi per la sosta e, soprattutto, con la garanzia che l’essenziale servizio di vaccinazioni non andasse ad alterare lo svolgimento di altre attività, come quella scolastica. Occorreva intervenire in tempo per evitare le problematiche incontrate da tanti cittadini francavillesi, ultraottantenni compresi, in fila per ore o la formazione di liste di attesa molto lunghe. Serviva programmare meglio e bene, con i tempi giusti, perché vaccinare in tempi rapidi più persone possibile è la priorità. La taumaturgia del giorno dopo – scrivono Caroli, Ferreri e Iaia – non serve a nulla”.