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Foggia: Volevano uccidere imprenditore, restano in carcere

Emiliano Francavilla, boss della ‘società foggiana’, e i 5 presunti complici, Michele Ragno, Mario e Antonio Lanza (padre e figlio), Giovanni Consalvo e Giuseppe Sonnino restano in carcere. Erano stati fermati il 21 luglio scorso dalla squadra mobile per tentato omicidio, possesso di armi, tentata estorsione e spaccio di droga, reati aggravati dalla mafiosità. I sei avrebbero progettato un agguato contro un imprenditore foggiano alle porte del casello autostradale di Foggia la sera del 26 giugno scorso; agguato, sventato dalla squadra mobile, organizzato per riaffermare l’egemonia del clan Francavilla-Sinesi sul territorio e per “punire l’imprenditore” che avrebbe ricevuto dai Francavilla una ingente somma di denaro per reinvestirla senza poi restituirla. Indagando sull’omicidio di Roberto Russo, compiuto il 21 marzo scorso a Foggia, attraverso intercettazioni la squadra mobile era venuta a conoscenza del piano e aveva scoperto il satellitare gps nascosto sull’auto della vittima installato dagli indagati per monitorare gli spostamenti e per stabilire il momento giusto per ucciderlo.

Il Gip di Bari Antonella Carfagna ha accolto le richieste della DdA e firmato l’ordinaza cautelare bis notificata in cella ai sei foggiani, confermando quella già emessa il 25 luglio dal Gip di Foggia la cui efficacia sarebbe durata 20 giorni. Inizialmente erano sette i decreti di fermo eseguiti il 21 luglio scorso dalla sezione criminalità organizzata della mobile Foggiana; uno degli indagati subito dopo il fermo aveva confessato davanti Pm e poliziotti di aver piazzato sull’auto dell’imprenditore, suo datore di lavoro, il gps sostenendo di essere stato minacciato di morte da Francavilla e Ragno, ed era tornato libero. Il Gip di Foggia Marialuisa Bencivenga aveva convalidato i fermi ma si era dichiarata incompetente vista la contestazione della mafiosità trasmettendo gli atti al collega di Bari che ha firmato l’ordinanza bis. Nelle prossime ore gli indagati saranno interrogati dal Gip. In occasione dei primi interrogatori davanti al Gip di Foggia alcuni si sono avvalsi della facoltà di non rispondere, altri si sono dichiarati innocenti. (ANSA)