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Fase 2 | Decaro, meno burocrazia e salviamo le attività

“Troppa burocrazia rende più difficile la Fase 2. Un locale per ottenere l’autorizzazione a mettere un tavolino fuori deve inoltrare 8 pratiche tra Comune, Soprintendenza, Asl. Siamo in una fase di emergenza e si devono dare risposte di emergenza: il governo dovrebbe eliminare le procedure della Soprintendenza per 6 mesi, non è che se mettiamo i tavolini davanti ai palazzi storici li tiriamo giù”. Così Antonio Decaro, presidente dell’Anci e sindaco di Bari, in un’intervista a Qn. “Dobbiamo dare la possibilità a tutti di riaprire in sicurezza, aumentando gratuitamente l’occupazione del suolo pubblico o facendo delle pedonalizzazioni in modo da permettere a bar e ristoranti di occupare più spazio con lo stesso numero di tavolini”, dichiara Decaro. “Abbiamo chiesto al governo di darci i soldi per non far pagare le relative tasse”. L’esecutivo “si fidi dei sindaci come noi ci siamo fidati del governo al quale abbiamo ceduto il potere di ordinanza perché servono linee nazionali decise da una cabina di regia: siamo 8mila Comuni, se ogni sindaco decide da solo diamo un messaggio confuso” osserva. “Il governo ora pensi a una liberalizzazione delle soglie sugli affidamenti diretti: potremmo fare piccole opere, fare lavorare le piccole aziende e fare un’iniezione di liquidità sul territorio”.