Crimine organizzato, transnazionale e risorse digitali: evoluzione della mafia nel report di Eurojust

MESAGNE- “Nel 2021 il rapporto ha messo in evidenza che a inizio del percorso avevamo una situazione di gruppi di criminalità organizzata oggetto di indagini riferite all’ufficio italiano di Eurojust pari a 24 indagini. Abbiamo concluso l’anno 2021 con 121 procedure di cooperazioni per gravi fatti di criminalità organizzata”. A fornire i dati relativi al rapporto di Eurojust è proprio il membro italiano dell’organismo europeo, Filippo Spiezia, con alle spalle anni di lavoro nell’attività di pm e nella procura nazionale antimafia.

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“Significa che nel giro di cinque anni abbiamo quintuplicato l’attività operativa solo rispetto a questo fronte: crimine organizzato legato a organizzazioni criminali mafiose italiane” dice Filippo Spiezia, collegandosi poi all’intervento di don Luigi Ciotti, avvenuto in occasione del convegno “Nascita ed evoluzione della mafia nel Salento”, svoltosi per i 30 anni dall’istituzione del commissariato di Mesagne nel castello normanno-svevo.

“Ragione aggiuntiva per essere qui con don Ciotti perché sono tante le motivazioni che ci spingono ad andare avanti, nonostante la difficoltà del cammino” prosegue Filippo Spiezia prima di focalizzare l’attenzione sull’evoluzione della criminalità organizzata, passando per l’attuale conflitto in Ucraina.

La crisi internazionale del conflitto in Ucraina: tratta di bimbi e diffusione armi

“Io vengo da riunione che si è svolta al collegio di Eurojust che ieri ha festeggiato il ventennale e dopo vent’anni noi fronteggiamo una situazione nuova: la crisi internazionale. Il tema drammatico di queste migliaia di bambini già potenziali vittime di tratta, abbiamo le informazioni di gruppi cinesi che stanno cercando di sfruttare questa situazione, abbiamo il problema della diffusione di armi che potrebbero essere utilizzate e cadere nelle mani di gruppi terroristici di ceceni, di foreign fighters, abbiamo grande emergenze. Ho chiesto ai miei colleghi di rispondere all’invito della commissione europea di giocare un ruolo importante e supportare il coordinamento per l’applicazione delle sanzioni. È un tema che ci riporta direttamente all’esperienza di Libera” dice Filippo Spiezia puntualizzando i pericoli cui si sta andando incontro col conflitto bellico in corso.

Gestione della crisi: rinsaldare la motivazione del percorso

“Quando dopo due ore di intervento registro la paura di tanti colleghi dei Paesi membri dell’Ue allora ti rendi conto che c’è una sofferenza ad andare avanti, un percorso che stenta ad affermarsi a livello europeo e allora c’è il bisogno di rinsaldare la tua motivazione, perché c’è il rischio di fermarsi e noi non ci dobbiamo fermare. Questo invito, oggi, mi consente di rinsaldare con voi la motivazione dell’impegno che sto portando avanti nel contesto di una istituzione in cui abbiamo raggiunto risultati importanti”.

Numero indagini dell’Eurojust: da 24 a 121 alla fine del 2021

“Nel 2021 il rapporto ha messo in evidenza che a inizio del percorso avevamo una situazione di gruppi di criminalità organizzata oggetto di indagini riferite all’ufficio italiano di Eurojust pari a 24. Abbiamo concluso l’anno 2021 con 121 procedure di cooperazioni per gravi fatti di criminalità organizzata.

Significa che nel giro di cinque anni abbiamo quintuplicato l’attività operativa solo rispetto a questo fronte, crimine organizzato legato a organizzazioni criminali mafiose italiane. Questo significa che le organizzazioni mafiose hanno fatto un salto di qualità da diversi anni: questo connubio tra crimine organizzato e la sua natura transnazionale, oggi si arricchisce di un nuovo elemento che probabilmente sta sfuggendo ai più, anche al legislatore europeo”.

Trinomio inscindibile: crimine organizzato, transnazionale e utilizzo risorse digitali

“Noi abbiamo avuto la possibilità, grazie al lavoro investigativo di professionisti di altissimo livello, di poter mettere in chiaro migliaia di conversazioni criptate. Oggi i gruppi criminali organizzati utilizzano piattaforme e telefonie criptate e lo spaccato che ne viene fuori è allarmante.

Crimine organizzato, attacco all’Europa: corruzione di capi di Stato

“L’entità della minaccia portata dal crimine organizzato oggi è senza precedenti perché le fonti di arricchimento derivanti dal traffico internazionale di droga sono talmente imponenti che i gruppi criminali dispongono di risorse tali da poter corrompere capi di Stato, funzionari di polizia, istituzioni, con capacità e celerità che non ha precedenti. Almeno nella mia esperienza professionale -ho lavorato per anni in procura nazionale antimafia, ho svolto per anni l’attività di pm- e quello che vedo oggi non ha pari rispetto alle dimensioni e alla capacità del crimine organizzato. Oggi basta con un click del mouse per trasferire milioni e milioni di denaro, acquistare criptovalute, inserirsi in circuiti illegali e acquistare beni immobili. Anche quella del conflitto in corso è interpretata e letta come un’ottima occasione, una lotta senza quartiere”.

L’avvio del progetto “Empact” contro la ‘ndrangheta

“Il dato positivo è che finalmente stiamo convincendo i nostri partner europei che questa non è solo una priorità italiana, ma Europea. Domani abbiamo una riunione preparatoria di un progetto che per la prima volta vede la ‘ndrangheta e la mafia al centro della priorità europea, progetto che si chiama Empact (European multidisciplinary platform against criminal threats) che va avanti con Europol e per la prima volta siamo riusciti a spiegare e portare dei dati che non sono solo pugliesi e italiani.

C’è un filo rosso che collega le istituzioni Europee alla Puglia, e io sono qui per una testimonianza istituzionale oltre che operativa, ho sentito il bisogno come rappresentante dell’istituzione Europea di far sentire la vicinanza fattiva a concreta rispetto alla dimensione territoriale e rispetto ai cittadini che devono comprendere che esistono delle istituzioni che non sono soltanto preoccupate di far quadrare i bilanci europei, ma che ci sono anche delle istituzioni che hanno assunto in prima persona il ruolo di aiutare le autorità nazionali, autorità di polizia nel rafforzare la risposta”.

Il quadruplice omicidio di San Marco in Lamis (Foggia) porta gli inquirenti ad Amsterdam

“Il quadruplice omicidio nel foggiano ebbe un punto di svolta nel corso delle indagini a seguito dell’interrogatorio di una collaborazione che maturò ad Amsterdam. Ci fu un omicidio importante ad Amsterdam e quando ebbi dal rapporto informativo delle notizie sull’omicidio, mi resi conto che c’erano importantissimi elementi di collegamento con fatti accaduti a Foggia. E, quindi, mi misi in contatto con i colleghi della Procura di Bari e nacque iniziativa di coordinamento molto efficace che portò anche alla collaborazione di un soggetto che poi determinò lo sviluppo delle indagini da parte della procura di Bari.

Questo per dirvi come le dimensioni operative della criminalità, ormai, superano i confini regionali e nazionali e c’è bisogno di una risposta europea.

L’alleanza tra la mafia italiana e quella albanese: nasce la Squadra investigativa comune

“Nello specifico, poi, il salto di qualità è stato determinato dal rapporto della mafia albanese con quella italiana, e abbiamo in sala colleghi della Procura di Lecce e Bari a cui voglio esprimere il riconoscimento per aver dato fiducia a Eurojust e aver creduto nella nostra azione. Abbiamo messo in campo uno strumento efficace che è la Squadra investigativa comune.

Abbiamo istituito un gruppo di lavoro con magistrati albanesi e italiani, hanno lavorato insieme. Il grande dramma per le polizie dei grandi Paesi è che noi giuristi utilizziamo linguaggi diversi e c’è bisogno che questi codici si parlino con senso del coordinamento.

Antimafia non solo delle istituzioni, ma della società

“Siamo solo una parte della risposta, l’altra grande è la società: la cultura non come aggregato di nozioni, ma risposta concreta al territorio per formare giudizio critico sulle cose. Antimafia non più delegata alle istituzioni, ma si fa militante attraverso l’impegno di ciascuno. Noi abbiamo bisogno di voi e voi di noi, siamo entità unitaria per affermare quì che funziona il fare squadra. E vogliamo portare avanti la squadra”.

Approfondimento: cos’è l’Eurojust

Eurojust è un organismo dell’Unione europea istituito nel 2002 per stimolare e migliorare il coordinamento delle indagini e azioni penali tra le autorità giudiziarie competenti degli Stati membri dell’Unione europea nella lotta alle forme gravi di criminalità organizzata e transfrontaliera.

Eurojust è composto da 27 membri nazionali, uno per ciascuno Stato membro dell’UE. I membri nazionali sono distaccati in conformità dei loro rispettivi ordinamenti giuridici e dispongono di un seggio permanente all’Aia. I membri nazionali sono magistrati del pubblico ministero, giudici o funzionari di polizia con pari prerogative esperti e di alto livello. Alcuni membri nazionali sono assistiti da sostituti, assistenti o da esperti nazionali distaccati.

Chi sono i foreign fighters

I cosiddetti Foreign Fighters sono combattenti internazionali che si arruolano in Paesi diversi dal proprio per supportare una causa militare. Infatti, quando si parla di Foreign Fighters non ci si riferisce a uno specifico gruppo di persone: i soldati combattenti cambiano di volta in volta in base al conflitto e alle parti in causa.

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Il quadruplice omicidio di San Marco in Lamis

Il 9 agosto 2017 a San Marco in Lamis è stato freddato il boss Mario Luciano Romito e suo cognato Matteo De Palma. All’agguato hanno assistito i fratelli Aurelio e Luigi Luciani che a bordo del loro fiorino bianco si recavano in campagna per lavorare. Sono stati assassinati perché testimoni dell’agguato. Oggi, l’associazione antiracket fondata a Foggia è stata intitolata a loro ed è presieduta dall’imprenditore Alessandro Zito.