Esuberi alla Popolare di Bari, sindacati in rivolta

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Il piano di riorganizzazione della Popolare di Bari prevede 900 esuberi, 600 in rete e 300 in direzione, 510 risorse destinate alla mobilità territoriale o alla riconversione professionale, la chiusura di 94 filiali su 291, la esternalizzazioni di molte attività. Dalla trattativa sembrerebbe esclusa la Cassa di Risparmio di Orvieto, per la quale si continuano ad ipotizzare presunti tentativi di dismissione. Conseguenza diretta è che il numero dei dipendenti interessati al processo proposto è di oltre 2600 unità lavorative. Non saranno accettati tagli indiscriminati – tuonano i sindacati - e nemmeno riduzioni del personale che non prevedano il ricorso a strumenti previsti nel settore creditizio. La Banca popolare di Bari è commissariata dal 13 dicembre 2019 e i suoi ex amministratori sono stati arrestati lo scorso 31 gennaio dalla magistratura barese per falso in bilancio e ostacolo alla vigilanza. I sindacati accusano i commissari di aver "sbandierato solo a parole una seria discontinuità rispetto agli errori e alla cattiva gestione della famiglia, accompagnata e circondata da un management colpevole ed inadeguato (sul quale si attendono ancora le conseguenti valutazioni)" e di "aver spostato artatamente in questi mesi lavorazioni tra le varie sedi senza alcun confronto sindacale".

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