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Editoriale | Video virali, privacy e foglie di fico

(di Onofrio D’Alesio) – Il 45enne che ha pestato la giovane convivente di 23 anni la notte di Pasqua a Bari e ieri a Brindisi l’anziano multato dalla polizia locale mentre seduto ad uno scalino, a pochi metri da un market alimentare beveva una birra. Non conosciamo le motivazioni esatte della sanzione. Sta di fatto che ai tempi del Coronavirus questi video diffusi dai social sono diventati virali. E perché no utilizzati anche dalle Emittenti come la nostra che per scelta editoriale pongono in primo piano la cronaca di fronte a fatti talmente evidenti o curiosi o singolari che non possono essere ignorati. E’ quanto ha fatto, con le stesse modalità l’altro ieri un network internazionale come la BBC per un caso analogo. Altri non lo fanno per scelta o per pigrizia, richiamando la tutela della privacy e la deontologia professionale che purtroppo non fa la carriera ne’ costruisce grigi successi giornalistici sempreche’ limitati a conquistare il parere di qualche moralista da strapazzo abdicando ad un più comodo lavoricchio da scrivania e da tastiera. La privacy è diventata come la classica foglia di fico da utilizzare all’occorrenza più per pontificare teorie sul filo della giurisprudenza che per raccontare. E il racconto di ciò che accade intorno a noi non può essere omesso per chi fa il giornalista tutelando la identità e la dignità dei protagonisti, nel bene o nella cattiva sorte quando è il caso. Non si può far finta di nulla di fronte ai cambiamenti epocali dei mezzi di comunicazione. Facebook e l’utente arrivano prima alla notizia o presunta tale. Lo fa anche per le nefandezze e questo accade troppo spesso. La crossmedialita’ è un modello al quale non è possibile rinunciare ma il nostro adattamento deve essere altrettanto veloce ponderando la notiziabilita’ dei fatti in un momento di emergenza sanitaria. Il contesto e il clima è quello che vale, ma come ripetiamo il video del 45enne che pesta la compagna è servito a identificare l’aguzzino e ad arrestarlo. Quello dell’anziano di Brindisi sanzionato dall’agente (con i volti dei protagonisti tutti oscurati) è servito per chiederci quali fossero le ragioni di un cittadino anziano che per una birra si ritrova a dover pagare una sanzione superiore alla sua pensione mensile. Noi lo abbiamo raccontato o ci abbiamo provato. Gli altri neanche quello.