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Editoriale | Libero e Feltri, quando il direttore scrive del sud senza etilometro

(di Onofrio D’Alesio) – “Virus alla conquista del sud”, “adesso si che siamo tutti fratelli finita la caccia all’untore del nord”. E’ quanto titola il quotidiano Libero diretto da Vittorio Feltri il quale non ha avuto probabilmente un’infanzia facile. Non è una caduta dal seggiolone la sua ma molto peggio. Il giornalista da piccolo  credo sia stato affidato alle cure di un tutore che lo avrebbe educato e accompagnato negli studi, mancando il “feltrino” in erba di entrambi i genitori. Si potrebbe dunque giustificare, alla luce di quanto scritto sulla prima e vergognosa pagina del quotidiano, che non è tutta colpa dell’orfanello e che al sud dobbiamo accoglierlo con pietà e commiserazione per aver utilizzato questa singolare forma di violento cinismo contro i meridionali. Consiglierei Salvini, prima di venire a chiedere voti in Puglia, di invitare Vittorio Feltri a chiedere scusa e a togliersi il cappello. Ma potrebbe esserci un’altra ragione ad aver armato la penna spuntata di Feltri colto dai fumi dell’alcol di cui si vocifera da tempo. Ragione che, secondo ipotesi, potrebbe aver contribuito a diradare quel briciolo di lucidità al netto della evidente e conclamata forma di senescenza che dalle nostre parti si identifica come marcato “rincoglionimento”. Mi assumo la responsabilità del caso e delle parole manifestando un moto di ripulsa e di ribellione contro le idiozie di Vittorio Feltri nel dover accettare che i principi della libertà di parola e di opinione possano essere confusi solo  per aver “alzato il gomito” con una bottiglia di Barbera, ignorando gli elementari principi di correttezza, di continenza delle espressioni verbali e di deontologia professionale, sacrificata o sacrificabile in nome della popolarità di una firma del giornalismo italiano che se non palesemente offuscata per “alzata di gomito” avrebbe potuto cogliere meglio il senso di quelle parole piuttosto che scrivere una frase tanto infamante quanto palesemente volgare e del tutto fuori luogo se non offensiva e oltraggiosa. Mi attendo che l’Ordine dei giornalisti di Puglia mostri un cenno di orgoglio al riguardo non facendo passare in alcun modo queste imbecillità meritorie solo di biasimo. E che qualcuno metta a disposizione del quotidiano Libero un etilometro quando Feltri scrive di suo pugno.