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Editoriale | Jacobini, danno per l’economia meridionale

(di Onofrio D’Alesio) – Gli Jacobini ? Un danno devastante per l’economia meridionale. Quasi un paradosso per la famiglia di bancari che per decenni ha “guidato” il più grande istituto bancario del Mezzogiorno, facendo il bello e il cattivo tempo e talvolta mettendo in atto vere e proprie azioni di mobbing nei confronti dei dipendenti, costringendo molti direttori di filiali o dirigenti a cambiare aria imponendo scelte altrettanto discutibili. Il modus operandi degli Jacobini, padre e figli, prima del crac, emerge dalle migliaia di pagine scritte dai magistrati della Procura di Bari che hanno firmato la richiesta di arresto e che non hanno mancato di evidenziare la “gravità del danno o del pericolo cagionato alla persona offesa dal reato. Nella specie non è stata contestata la truffa, ma non vi è dubbio che le omesse informazioni nei prospetti costituisca il reato di truffa”.
“I funzionari – spiegano i pm – eseguivano gli ordini degli Jacobini, ‘aggiustando’ le poste contabili, indicando un utile sempre presente, così da creare una fiducia in capo ai clienti della Banca che sottoscrivono le azioni BpB inconsapevoli del rischio”.
Secondo le indagini, inoltre, “per perfezionare la raccolta del risparmio necessario alla propria ricapitalizzazione, veniva predisposto un programma di profilatura della clientela non idoneo a rendere edotta quest’ultima dei reali rischi derivanti dalla sottoscrizione degli strumenti finanziari emessi, tenuto conto dell’età, del grado di istruzione e delle esigenze di liquidità degli investitori”.
“Il doloso progetto degli indagati – scrivono i magistrati – è stato quello di salvare l’immenso potere di gestione del più grande istituto bancario meridionale, oltre che per arricchimento personale, a spese di 70.000 azionisti, la maggior parte costituita da pensionati, dipendenti, piccoli risparmiatori, che hanno sostanzialmente perso (attesa l’illiquidità) la incredibile somma di 800 milioni di euro raccolti. La sottrazione di questa enorme somma all’economia locale per finanziare imprenditori legati agli Jacobini in imprese fallimentari costituisce un devastante danno per l’economia meridionale”.