Doppia preferenza, “mutatis mutandi” ma sempre in mutande

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(editoriale di Onofrio D’Alesio) - La battaglia per la doppia preferenza l’hanno persa tutti. Da destra a sinistra. La Puglia mentre vede scorrere i titoli di coda della decima legislatura è stata commissariata dal governo nell’atto finale che avrebbe restituito un briciolo di dignità al Consiglio Regionale. Lo schiaffo di Conte, ben pilotato per circostanze elettorali opposte, dai ministri Bellanova e Boccia, è un segnale di fallimento per chi l’argomento lo aveva sbandierato nei programmi elettorali indicandolo con la matita rossa come prioritario. Non era vero ed è sotto gli occhi di tutti com’è andata. Le dichiarazioni trionfali che accolgono con favore l’intervento sostitutivo dell’Esecutivo nazionale costretto a sanare l’obbrobrio attraverso la nomina di un commissario fa davvero pensare che qualcuno voglia prenderci per i fondelli. Se non altro è la prova manifesta della incapacità di una classe politica bugiarda. Ma soprattutto e’ un’offesa all’intelligenza dei normodotati. Ne dovrebbero prendere atto tutti coloro che il 20 e il 21 settembre andranno a votare. Se ci andranno. Le previsioni non sono le migliori. Nel 2015 poco più del 49 per cento dell’elettorato attivo rimase a casa. Dopo il Covid si pensa che a votare saranno solo le truppe cammellate. Non sarà dunque un voto politico e di opinione ma prevarrà la forza di trascinamento dei campioni di preferenze, anche da quelli che alle poltrone hanno il silicone. Quelli cioè che la parità di genere la vedono ma solo col cannocchiale. In tutto questo c’è molta prima Repubblica. A prevalere è l’istinto di conservazione della specie. E che specie. Le ultime baruffe si sono consumate in un’Aula sorda. Gli attacchi alle opposizioni e l’accusa di ostruzionismo e’ il comodo alibi per giustificare un fallimento. Se i numeri della maggioranza c’erano la legge era nei cassetti da 5 anni rispolverata da più parti. E’ vero quando Emiliano sostiene che non era nei suoi poteri imporla, è altrettanto vero che quella in aula era la maggioranza di Emiliano che oggi scrive la pagina più biasimevole. Per fortuna se ne vanno a casa. La sfortuna e’ che i soliti “ignoti” prima o poi torneranno camaleonticamente a galla spinti dalla corrente, con altra pelle e altre vesti. E’ proprio vero, “mutatis mutandi” mentre tutti noi restiamo sempre in mutande.

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