0 Condiviso 947 Visto

Modugno, coltiva e nasconde marijuana tra il pollaio e il terreno di campagna

Modugno- In un capanno di legno ha allestito l’essiccatoio per la marijuana, vicino al pollaio ha nascosto barattoli pieni della stessa roba e su un piazzale ripulito c’erano i rimasugli di piante di cannabis: è finito in carcere un 35enne già noto alle forze dell’ordine che, ai domiciliari, ha coltivato e spacciato marijuana.

È accaduto a Modugno, durante il controllo centimetro per centimetro dei carabinieri della sezione operativa del Nucleo operativo e radiomobile della Compagnia di Modugno quando nell’abitazione e sui terreni di C.G. hanno trovato all’interno del capanno in legno adibito a essiccatoio, due dosi di marijuana del peso complessivo di 5.6 grammi. E, dunque, accompagnati dal cane Zilo dei carabinieri cinofili, hanno deciso di approfondire i controlli.

Nell’ispezionare i terreni agricoli i militari hanno notato uno spiazzale pulito e privo di erbacce o piante spontanee, con a terra dei rimasugli di piante di cannabis indica. La ricerca è continuata ininterrotta e grazie al fiuto del cane “Zilio”, in una parte non molto distante dal capanno in legno, coperta da un telo di colore rosso vi era una cisterna zincata, tagliata a metà e capovolta con la parte concava rivolta verso il terreno. Al suo interno sono stati trovati diversi contenitori in plastica trasparente, solitamente utilizzati per il cambio di stagione degli indumenti e dei barattoli chiusi ermeticamente, con all’interno un ingente quantitativo di marijuana, quella piantata nel terreno trovato pulito non molto distante e “confezionata” dopo essere stata sapientemente essiccata.

Complessivamente sono stati rinvenuti 5,606 chili di sostanza stupefacente del tipo marijuana. Inoltre, nel corso della perquisizione venivano altresì rinvenuti 912 euro in banconote di piccolo taglio, ritenute il provento dell’attività illecita di spaccio del soggetto, che disoccupato, e agli arresti domiciliari da diversi mesi, non percepisce reddito, e non ha saputo giustificare la provenienza del denaro rinvenuto.

La droga e soldi sono stati sottoposti a sequestro, e su diposizione del Procuratore della Repubblica di turno presso il Tribunale di Bari è stato tradotto presso la casa circondariale di Trani, ove a seguito dell’udienza di convalida dell’arresto, vi è rimasto, in regime di custodia cautelare.