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Colleziona reperti archeologici in casa e detiene illegalmente arma: guai per un 66enne di Taranto

TARANTO- Sono entrati in una casa per cercare un’arma da fuoco e hanno trovato, allestita su una mensola, una collezione di reperti archeologici rubata da un sito della Magna Grecia tarantina: è stato denunciato dai carabinieri un 66enne di Taranto, trovato anche con una pistola lanciarazzi non denunciata.

È accaduto nella giornata di ieri, 24 novembre, quando durante uno specifico servizio di prevenzione repressione dei reati commessi con le armi da fuoco, i carabinieri della Sezione Operativa di Taranto, hanno eseguito una perquisizione in un appartamento di via Cesare Battisti abitato da un 66enne tarantino incensurato.

I militari, una volta all’interno dell’abitazione, hanno notato che l’uomo ha allestito una sorta di mensola espositiva sulla quale sono stati disposti vari oggetti che, a un primo sguardo, avevano tutte le fattezze di antichi reperti archeologici. I carabinieri hanno immediatamente provveduto a trovare e accentrare tutti gli oggetti e allo stesso tempo hanno chiesto l’ausilio di personale della Sovrintendenza nazionale per il patrimonio culturale subacqueo di Taranto. Giunto sul posto, ha analizzato gli oggetti e ha certificato l’originalità di 30 reperti archeologici consistenti in vasellame miniaturistico di età arcaica (6°-4° secolo avanti Cristo) trafugato da uno dei siti della Magna Grecia Tarantina. Durante le operazioni è stata anche rinvenuta una pistola lanciarazzi completa di tromboncino.

L’uomo è stato, dunque, denunciato per ricettazione e danneggiamento del patrimonio archeologico nazionale, nonché per l’illegale detenzione dell’arma da fuoco. I reperti sono stati sequestrati da carabinieri in attesa di essere consegnati alla sovrintendenza per il patrimonio culturale.