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Class action contro ex Ilva a Corte di Giustizia europea

C’è anche un bambino di 8 anni tra gli 11 cittadini di Taranto che hanno deciso di promuovere l’azione inibitoria collettiva contro l’ex Ilva, per la quale il Tribunale di Milano ha deciso di sospendere il procedimento e rimettere gli atti alla Corte di Giustizia europea. Il bimbo di 8 anni è affetto da mutazione del gene Sox4, malattia rarissima di cui si contano solo otto casi al mondo.

L’azione legale era stata avviata dagli avvocati Maurizio Rizzo Striano e Ascanio Amenduni per conto dell’associazione Genitori Tarantini e degli undici ricorrenti. Gli altri firmatari sono Cinzia Zaninelli, Massimo Castellana, Aurelio Rebuzzi, Salvatore Magnotta, Emilia Albano, Giuseppe D’Aloia, Antonella Coronese, Serena Battista, Giuseppe Roberto e Simona Peluso, mamma di Andrea.

“Il collegio giudicante – sottolinea l’associazione Genitori Tarantini – ha rigettato tutte le avverse eccezioni preliminari presentate dagli avvocati di Acciaierie d’Italia e Ilva in as, ha inoltrato alla Corte di Giustizia della Unione Europea tre quesiti riguardanti leggi europee sulle emissioni inquinanti e, in attesa delle risposte, ha sospeso per il momento il procedimento. E’ un grande momento, per Taranto, per tutti i suoi cittadini e per la nostra associazione che, con caparbietà, non ha mai mollato di un millimetro, e mai lo farà, sulla questione ambientale”.

Invece “di essere stroncato sul nascere – affermano gli avvocati Amenduni e Maurizio Rizzo Striano – il volo della class action inibitoria delle immissioni tossiche sulla città di Taranto è stato mandato in orbita europea dal Collegio del Tribunale di Milano sezione imprese, che ha rigettato tutte le avverse eccezioni preliminari e ha inoltrato alla Corte di Giustizia dell’Unione Europea tre formali quesiti pregiudiziali, sospendendo nell’attesa il procedimento avviato nel luglio dello scorso da dieci membri dell’Associazione Genitori tarantini e un bambino. Il cielo è meno plumbeo sopra il destino ambientale di Taranto”.