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Cinema, Amore eterno, il film per raccontare come eravamo

“Mena patrunu iu me ne vau e lu sule calau le tende”. Giorgia Portaluri, giovane galatinese dotata di una voce emozionante, forte e chiara, intona a cappella il vecchio canto contadino mentre sul chiostro dell’ex-convento di Santa Chiara cominciano a scendere le prime ombre della sera.

Sullo schermo un “nonno” circondato da tanti “nipotini”, tutti seduti in Corte Vinella, inizia il suo racconto di un “Amore Eterno”, proiettato, ieri, in anteprima per la stampa.
La ben impostata voce narrante di Dino Diso guida gli spettatori per tutto il film (un mediometraggio) e li porta a scoprire la vita di una città e delle sue campagne attraverso la storia dell’amore contrastato ma poi trionfante di due giovani galatinesi, una di origini contadine (Greta Tuma) e l’altro (Dario Pintaudi) figlio di un ricco proprietario terriero.
L’abile autore e regista, Gino Brotto, è riuscito a condensare in 40 minuti le idee base di Massimo Bello, infaticabile inventore di “Galatina… come eravamo” e a trasformarle in immagini, parole e musiche che lasciano un segno, guidando non solo gli attori ma anche oltre cento comparse tutte in abiti di sessanta anni fa.