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Castellaneta | Dissequestrato stabilimento Miroglio

Dissequestrato lo stabilimento Miroglio di Castellaneta. Decisivo passo
avanti per Agromed.
Il Giudice per le indagini preliminari Giovanni Caroli ha firmato lo
scorso 1 marzo il provvedimento di dissequestro e contestuale
restituzione dello stabilimento Ex Miroglio al Comune di Castellaneta.

Un passo avanti determinante per il calcio d’avvio all’investimento
Agromed, società a capitale pubblico della Camera di Commercio di
Taranto, che si occuperà di agroalimentare proprio nell’opificio della
città di Valentino, con lavorazione, trasformazione e logistica dei
prodotti agricoli, grazie al reimpiego di 28 lavoratori della ex
Tessitura di Puglia, chiudendo di fatto l’ultradecennale vertenza
Miroglio.

Il Giudice Caroli ha pertanto accolto l’istanza di dissequestro
presentata dai legali del Comune di Castellaneta, riconoscendo che non
vi è più la necessità del sequestro probatorio, essendo già completata
la fase delle indagini preliminari e avendo Palazzo di Città provveduto
alla bonifica integrale del sito industriale. Infine, è stata rilevata
infondata la possibilità della confisca, trattandosi di un bene di
proprietà comunale e di quanto, invece, sia necessario procedere
speditamente con la reindustrializzazione dell’area tramite
l’investimento della società Agromed, per non perdere risorse, pari a 11
milioni di euro, già finanziate dal Cipe.

Una notizia straordinariamente positiva per il territorio – si legge in una nota del Comune di Castellaneta – che premia il
lungo e faticoso lavoro dell’Amministrazione Gugliotti in questi mesi,
svolto a tutti i livelli assieme ai sindacati, per ridare una nuova vita
e dignità alle famiglie dei lavoratori della vertenza Miroglio. Una
vertenza che recentemente era approdata anche sul tavolo del Contratto
Istituzionale di Sviluppo di Taranto, dove ha registrato una brusca
frenata, con un tentativo di dirottare l’investimento presso altri lidi,
rallentando di fatto la redazione del progetto definitivo da parte di
Investitalia.
Ora più che mai, con la disponibilità dello stabilimento e alla luce
delle ultime vertenze occupazionali che stanno colpendo il territorio
ionico e in particolare il versante occidentale, è necessario ritrovare
la compattezza di tutti per avviare definitivamente l’investimento di
Agromed, per dare un messaggio di speranza al territorio, con la
reindustrializzazione del sito e il ritorno in fabbrica dei lavoratori,
protagonisti di una stagione di sviluppo fondata sulla naturale
vocazione del territorio alle produzioni di eccellenza dell’ortofrutta.