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Altamura, sparatoria tra clan: in carcere un uomo per duplice tentato omicidio

ALTAMURA- Ha estratto una calibro 7.65 in mezzo a ragazzi, anche minorenni, che festeggiavano in una villa e ha esploso colpi d’arma da fuoco ferendo due uomini del clan rivale: è finito in manette per duplice tentato omicidio Fabio De Girolamo di Cassano delle Murge, con l’aggravante del metodo mafioso, per la sparatoria che si è verificata nella notte tra il 19 e il 20 settembre 2015 ad Altamura.

Sono stati i carabinieri del comando provinciale di Bari a eseguire un’ordinanza di custodia cautelare in carcere, emessa dal gip del Tribunale di Bari su richiesta della Direzione distrettuale antimafia del capoluogo pugliese, nei confronti di del 33enne di Cassano delle Murge.

L’attività investigativa, condotta dai militari del Nucleo investigativo e coordinata dalla Procura della Repubblica del capoluogo pugliese, sviluppata mediante attività tecniche e supportata da diverse dichiarazioni di collaboratori di giustizia, ha consentito di ricostruire le modalità esecutive di un grave fatto criminoso consumato nella notte tra il 19 e il 20 settembre 2015, nel piazzale antistante a una villa nella quale era in corso una festa da ballo privata.

La sparatoria del 19 settembre 2015

Quella notte Fabio De Girolamo, pregiudicato e ritenuto contiguo alla criminalità organizzata operante su Cassano delle Murge, nonostante nella villa fossero presenti diversi ragazzi, anche minorenni, in maniera plateale, con lo scopo di affermare la forza del clan di appartenenza, non ha esitato a sparare diversi colpi d’arma da fuoco nei confronti di due persone ritenute appartenere a un clan rivale operante su Altamura.

I sodali del clan rivale S.L., 34enne, e A.M., 41enne, quest’ultimo appartenente al clan Loiudice, recentemente arrestato dai carabinieri nell’ambito dell’operazione Logos per associazione di tipo mafioso, hanno riportato ferite da arma da fuoco in varie parti del corpo, con una prognosi iniziale, rispettivamente, di 30 e 20 giorni.

Sul posto i carabinieri della sezione Investigazioni scientifiche di Bari hanno repertato tre bossoli di pistola calibro 7.65. All’epoca, tra l’altro, i due, che si erano recati autonomamente al pronto soccorso dell’ospedale della Murgia di Altamura, hanno fornito una versione dei fatti che, a seguito delle investigazioni, è risultata “reticente e discordante dalla realtà, con la sola finalità”, così come si legge nel provvedimento del giudice, “di risolvere la questione in un secondo momento mediante un’azione vendicativa, seguendo il consolidato modus operandi proprio degli ambienti criminali”.

L’uomo, rintracciato dai carabinieri nell’area di provenienza, è stato sottoposto a perquisizione domiciliare e condotto in caserma a Bari. Al termine delle operazioni, è stato tradotto presso la locale casa circondariale a disposizione dell’autorità giudiziaria e ora dovrà rispondere di lesioni personali aggravate e di porto e detenzione di arma da fuoco, il tutto con l’aggravante del metodo mafioso.