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Brindisi, papà no vax si oppone a vaccino per la figlia: decide il giudice

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Tra i due genitori separati e litiganti in tema di vaccinazione, è dovuto intervenire il giudice del Tribunale di Brindisi che, con una ordinanza, ha sancito il diritto di una 13enne a farsi somministrare la seconda dose del farmaco anti covid.

In sintesi, il padre divorziato si era rifiutato, senza alcuna plausibile motivazione, di prestare il consenso alla seconda dose di vaccino anti-Covid per la figlia minore.

La ragazza, che aveva quindi ricevuto la prima dose, a causa dell’opposizione in odore di no vax del padre, si era ritrovata in una sorta di limbo, sulla carta impossibile da superare di fronte alla richiesta di consenso informato da parte di entrambi i genitori. La madre, patrocinata dagli avvocati Alfredo Iaia e Maria Antonietta Fusco, si è così rivolta al Tribunale Messapico. E ha fatto bene. Il giudice, infatti, nel sottolineare l’importanza della vaccinazione per gli studenti, ha pure rilevato il disinteresse del padre, sospendendo temporaneamente la capacità del genitore  contrario al vaccino, e prediligendo la scelta dell’altro genitore che risulta più conforme all’opinione scientifica largamente dominante. La ragazza, insomma, potrà ora concludere il ciclo vaccinale, per una decisione formulata nell’interesse della salute della minore e nel rispetto della sua volontà.

“La singolare circostanza nella quale si è ritrovata la minore – scrivono gli avvocati Iaia e Fusco –  è scaturita, oltre che da un totale disinteresse del padre a far completare il ciclo vaccinale anti-Covid, anche da quella situazione di limbo venutasi a creare con la modifica delle disposizioni normative allorquando è stato richiesto il consenso informato di entrambi i genitori, non tenendo in debito conto quelle situazioni , come nella fattispecie , nelle quali la prima inoculazione era avvenuta con il solo ed esclusivo consenso della madre. Il Tribunale di Brindisi , con questa innovativa pronuncia , evidenzia gli effetti positivi del vaccino per la fascia di età adolescenziale , sospendendo temporaneamente la capacità del genitore , contrario al vaccino, e prediligendo la scelta dell’altro genitore che risulta più conforme all’opinione scientifica largamente dominante. Una decisione, quindi, formulata nell’interesse della salute della minore e – concludono i legali – nel rispetto della manifesta volontà della stessa di sottoporsi alla vaccinazione”.

Nei giorni scorsi, il sempre il Tribunale messapico si era espresso su un caso simile. 

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