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Bari | Naufragio Norman Atlantic, reati prescritti

Il Tribunale di Bari ha dichiarato non doversi procedere per prescrizione dei reati nei confronti di cinque imputati nel processo sul naufragio della nave Norman Atlantic, avvenuto nella notte tra il 27 e il 28 dicembre 2014, dopo un rogo scoppiato a bordo, che causò la morte di 31 persone e il ferimento di 64 passeggeri. A poche udienze dall’inizio del processo, i giudici hanno stralciato la posizione di 6 dei 32 imputati, dichiarando per 5 di loro, membri dell’equipaggio italiani e greci e personale di terra, estinte per prescrizione le contestate contravvenzioni per violazioni al codice della navigazione, mentre un altro imputato è deceduto. Nel processo, che si celebra in tre aule video collegate tra loro nell’aula bunker di Bitonto per le norme anti-Covid, restano imputati l’armatore Carlo Visentini, i due legali rappresentanti della greca Anek Lines, il comandante Argilio Giacomazzi e 20 membri dell’equipaggio, oltre alle due società. I pm Ettore Cardinali e Federico Perrone Capano contestano loro, a vario titolo, i reati di cooperazione colposa in naufragio, omicidio colposo e lesioni colpose plurime oltre a numerose violazioni sulla sicurezza. Si sono costituti parti civili i Ministeri dell’Ambiente, della Difesa e degli Interni, le associazioni Codacons, Confconsumatori e Anmil e circa 70 familiari di vittime e superstiti. Nell’udienza di oggi è stato sentito un maresciallo della Capitaneria di porto che ha svolto parte degli accertamenti, ricostruendo le fasi dell’incidente e soprattutto quelle dell’evacuazione dei quasi 500 passeggeri che erano a bordo. Si tornerà in aula il 6 luglio. Il Tribunale (presidente Marco Guida) ha stilato a partire da settembre un calendario di almeno tre udienze al mese.