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Bari | L’ozono terapia nei malati Covid

La dott.ssa Nicla Campobasso, Nefrologa presso la Clinica guidata dal prof. Loreto Gesualdo e responsabile dell’Unità Operativa Semplice Nefro Covid dell’ospedale della Maxi emergenza presso la Fiera del Levante di Bari, in queste settimane sta sperimentando con successo l’utilizzo della ozono terapia nei malati Covid. L’applicazione della ozonoterapia (Ozone therapy) in campo medico è una terapia con una miscela di ozono e ossigeno (ozono medicale) che viene utilizzata da decenni ed è in grado di produrre una serie di benefici per contrastare una vasta gamma di patologie (ernia del disco, acne, flebiti, fibromialgia, malattie infettive, vasculopatie, malattie autoimmuni e degenerative, cellulite, ulcere, osteoporosi, ecc).
“Io stessa – dice la dottoressa – sono 30 anni che uso questa gas medicale per curare molte malattie ma in campo covid questa è per me la prima volta. E’ usata molto per il conflitto radicolare tant’è che ci sono delle regioni che lo passano come LEA (Livelli Essenziali di Assistenza a carico del Servizio sanitario nazionale). La grande autoemotrasfusione non è ancora ben normata ma riusciremo a farlo perchè è un’ottima terapia senza nessun effetto collaterale”.
“Abbiamo incominciato a novembre , cioè con la seconda ondata, ad usare l’ozono- spiega la dottoressa Campobasso – L’utilizzo consiste nell’iniettare una miscela di ossigeno e ozono ,creata da una macchina dedicata,in sacche caratteristiche destinate esclusivamente all’impiego per ozono terapia, di sangue prelevato dal paziente al quale poi si restituisce dopo averlo miscelato con il gas. In questa maniera, l’uso dell’ozono medicale serve come anti virale, anti batterico e come potente antiossidante. Gli effetti sono straordinari al punto che è il paziente stesso a notare sin dalla prima trasfusione il miglioramento e sono loro stessi a richiederlo”.