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Surbo,Appalti pubblici sospetti: assolto Oronzo Trio

SURBO-  Appalti pubblici ed intrecci mafiosi. Erano queste le indagini che hanno interessato in questi anni il Comune di Surbo e Oronzo Trio, titolare di una ditta che si era aggiudicata alcuni lavori di ristrutturazione e manutenzione. Un lungo processo che al suo epilogo ha stabilito che non è stata commessa alcuna irregolarità dall’imprenditore Oronzo Trio della “Trio Costruzioni” e da altri otto imputati. La sentenza è chiara e non lascia spazio ad alcun dubbio: “Il fatto non sussiste”.Alle stesse conclusioni, all’esito del dibattimento, era giunta la stessa pubblica accusa, rappresentata dal procuratore aggiunto Guglielmo Cataldi che per tutti aveva chiesto l’assoluzione, eccetto che per Trio, per il quale aveva invocato una condanna a tre anni di reclusione. Finisce però l’incubo anche per Oronzo Trio poiché i giudici hanno dato ragione all’imputato che, assistito dagli avvocati Roberta Capodieci e Antonio Savoia, è riuscito a dimostrare la correttezza del proprio operato.

 

 

I reati contestati, a vario titolo, nell’ambito delle indagini iniziate nel settembre del 2014 dai carabinieri erano di minaccia, estorsione, falsità materiale in atti pubblici, frode nelle forniture pubbliche e finanziamenti illecito a partiti. In alcuni casi, era contestata anche la modalità mafiosa.

La sentenza emessa dal collegio della seconda sezione penale (presidente Fabrizio Malagnino, a latere, i colleghi Annalisa De Benedictis ed Edoardo D’Ambrosio) ha interessato oltre al titolare della ditta, il procuratore speciale della stessa, Vincenzo Trio, 43 anni di Surbo; un pluripregiudicato della Sacra Corona Unita Antonio Pellegrino, 47enne di Squinzano; Oronzo Fasano, 44, di Surbo e Giuseppe Conte, 66, di Surbo, esecutori materiali dei lavori; Alessandro Monaco, direttore tecnico della azienda; di 45 anni; il responsabile dell’Ufficio tecnico del Comune di Surbo, Giovanni Frassanito, di 61 anni; il 58enne titolare di una ditta appaltatrice, Franco Mele.

Facevano parte del pool dei difensori, oltre agli avvocati Capodieci e Savoia, Laura Minosi, Angelo Vantaggiato, Ladislao Massari, Luigi Covella, Cristiano Solinas e Luigi Rella.