Inchiesta Amtab, per Binetti non c'è peculato

L'Amtab avrebbe liquidato alla società Oma Service somme per lavori di manutenzione degli autobus già pagati o mai fatti ma non c'è prova - secondo il gip – che l'ex presidente della municipalizzata barese, Tobia Renato Binetti, ne fosse consapevole. Perciò, secondo il gip, è insussistente l'accusa di peculato formulata dalla Procura di Bari nei confronti di Binetti nell'ambito dell'inchiesta che ha portato ieri all'interdizione di due funzionari Amtab e del titolare della Oma.  

Binetti è indagato perché avrebbe firmato, sulla base di un decreto ingiuntivo del Tribunale di Bari, un pagamento di oltre 700mila euro in tre tranche (per lavori mai fatti) e una successiva transazione da 110mila euro per lavori già pagati. Accusa ritenuta insussistente dal giudice, secondo il quale "non si apprezza una piattaforma indiziaria sufficientemente univoca con riferimento alla consapevolezza, da parte del presidente, di liquidare somme non dovute o, quanto meno, contestabili".  Dagli accertamenti della Guardia di Finanza è emerso, inoltre, che la società Oma avrebbe fatturato pezzi di ricambio (come fossero nuovi) forniti per i lavori di manutenzione dalla stessa Amtab. Anche questi fatti, qualificati dal pm come peculato e contestati ad uno dei funzionari interdetti e all'imprenditore, sono stati derubricati dal giudice in abuso d'ufficio. Nell'inchiesta risultano inoltre indagate per illeciti amministrativi anche le due società coinvolte, la Oma Service Srl e la Citybus Srl.

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