Ilva, gli indiani della Jindal promettono: "In due anni meno carbone"

Faremo dell'Ilva uno stabilimento moderno rispetto agli standard dell'industria europea dell'acciaio, uno dei più puliti". Lo ha detto il presidente del gruppo indiano Jsw che corre per aggiudicarsi l'Ilva di Taranto, spiegando che gli agenti cancerogeni dell'industria siderurgica "si possono minimizzare" e che Jindal lo farà con "un impianto di captazione delle emissioni polverose con un approccio molto simile" a quello che il gruppo indiano adotta nel suo principale stabilimento in India. 

"Le particelle polverose saranno riciclate nel giro di due anni" "Nei prossimi due anni si ridurrà  l'utilizzo del carbone per produrre acciaio, e in cinque anni sarà possibile portare il rapporto fra produzione da carbone e quella da gas a 50 a 50". Accanto alla riduzione delle emissioni polverose, una tecnologia che Jsw intende applicare è l'utilizzo di acciaio "preridotto" attraverso forni elettrici. Jsw intenderebbe mantenere il maggiore altoforno, il numero 5, spento dal 2015. Se il consorzio Acciai Italia si aggiudicherà l'Ilva "probabilmente ci sarà qualche riduzione dei posti di lavoro, ma l'obiettivo è quello di portare la produzione a dieci milioni di tonnellate l'anno dagli attuali sei. Jsw e i partner del consorzio Acciai Italia, che corrono per aggiudicarsi l'Ilva di Taranto contro la cordata guidata da Arcelor-Mittal, hanno "l'intenzione di quotare la società di gestione" e prevedono "il ritorno al break-even in tre anni". 

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