Case popolari a Lecce, indagati Perrone e Poli Bortone

Il sindaco di Lecce, Paolo Perrone, l'ex sindaco ed ex senatrice Adriana Poli Bortone, Roberto Marti (Gruppo Misto - Conservatori e Riformisti), ex consiglieri regionali e assessori comunali: sono alcuni dei 46 indagati in un'inchiesta della Procura di Lecce sull'assegnazione di alloggi popolari per la quale la stessa Procura ha chiesto la proroga di sei mesi delle indagini preliminari. 

Nei confronti di alcune decine di in dagati vengono ipotizzati i reati di falso, abuso d'ufficio, omissione di atti d'ufficio e invasione di edifici per presunte forzature o favoritismi nell'assegnazione degli alloggi. Le indagini della Guardia di finanza vennero avviate nel 2013 con l'acquisizione di documenti negli uffici dell'ex Istituto autonomo case popolari. Successivamente vennero acquisiti altri documenti anche negli uffici del Comune di Lecce. Quarantasei, in totale, le persone su cui si concentrano le indagini dei finanzieri del Nucleo di polizia tributaria, che stanno passando al setaccio gli atti relativi al periodo fra il 2006 e il 2016. L'ipotesi è che nell’assegnazione degli alloggi siano stati utilizzate clientele e favoritismi in favore di elettori del centrodestra. Le indagini scattarono a seguito di esposti presentati da alcuni esponenti del  Partito democratico, tra cui l’assessore regionale alle attività economiche, all’epoca dei fatti candidata sindaco nel capoluogo salentino.  Tra la documentazione al vaglio degli investigatori, anche le richieste di mazzette agli assegnatari da parte di esponenti politici.  I reati, contestati a vario titolo, vanno dall'associazione per delinquere alla corruzione, abuso d'ufficio, falso materiale e ideologico, truffa.

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