Nasce Democratici e Progressisti, ma già si litiga sul nome

E' subito alta tensione tra Pd e DP, il nuovo partito nato alla sinistra dei Dem, con il rischio che tali fibrillazioni si riflettano sui provvedimenti del governo in Parlamento. Dopo l'esordio in stile anglosassone di sabato del nuovo partito, oggi Roberto Speranza critica duramente Matteo Renzi, mettendo sul chi va là Gentiloni dai possibili sgambetti dell'ex segretario. Parole che hanno provocato la reazione di Lorenzo Guerini.

E il clima incandescente si registra anche nelle prime battute tra i candidati al congresso Dem, sul quale incombe la vicenda dell'inchiesta Consip. Speranza ha attribuito a Renzi la responsabilità della scissione, Parole liquidatorie anche sul congresso del Pd nel quale si tenterà solo di rilegittimare Renzi che probabilmente lo rivincerà. In più arrivano le carte bollate. Alcuni Democrat calabresi annunciano il ricorso alle vie legale perché "Democratici e Progressisti", nome del nuovo Movimento, era quello di una lista che appoggiò nel 2014 il governatore Pd Mario Oliverio. Questa tensione potrebbe riflettersi già in settimana alla Camera su alcuni provvedimenti, sui quali i DP hanno posizioni diverse dai Dem. Ma anche il tono del dibattito interno al congresso Pd è poco anglosassone: Francesco Boccia, sostenitore di Emiliano ha fatto propria l'accusa a Renzi di aver creato la scissione, mentre Dario Ginefra, anch'egli sostenitore del Governatore pugliese, ha invitato gli scissionisti a venire a votare alle primarie del Pd il 30 aprile, in chiave anti Renzi.  Infine poi la notizia che gli sms di Luca Lotti a Emiliano, per segnalargli un imprenditore amico di Tiziano Renzi, saranno acquisiti ufficialmente nell'inchiesta Consip con l'audizione, in qualità di teste del governatore pugliese. Il timore dei renziani è che i "veleni" offuschino il dibattito politico. 

Scrivi commento

Commenti: 0