Screening neonatale, la salute dei nascituri e i dubbi sulle apparecchiature del Giovanni XXIII

Dal 1 gennaio 2017 tutti i nati in Puglia, secondo il cronoprogramma preannunciato nel dicembre scorso dal direttore del Policlinico Dott. Vitangelo Dattoli, vengono sottoposti allo screening neonatale per la diagnosi precoce delle malattie metaboliche ereditarie presso il “Centro Regionale per lo Screening Neonatale”, istituito nel 2015 presso l’Ospedale Pediatrico. Lo Screening, allargato per effetto di una recente legge a oltre 40 patologie, ha come obiettivo la diagnosi precoce delle principali malattie congenite che possono causare danni spesso irreversibili. L’identificazione precoce di tali patologie nei primi giorni di vita è essenziale per intervenire in tempo e per evitare gravi conseguenze sulla salute nel neonato. 

La dotazione di apparecchiature specialistiche per l'esecuzione dei test (i cosiddetti spettrometri di massa tandem) lascia pero' dei dubbi sulla loro attendibilita' poiché la stessa azienda costruttrice (SCIEX) e' stata oggetto di una doppia segnalazione (warning) pubblicata l'estate scorsa sul sito dell'FDA (Food and Drugs Administration) statunitense in merito all'utilizzo di questi spettrometri in campo clinico diagnostico. Da quanto si apprende sul sito stesso, a causa di problematiche costruttive legate al software utilizzato dagli spettrometri che sono in dotazione al Giovanni XXIII di Bari, se ne consiglierebbe l'utilizzo solo ai fini della ricerca e delle applicazioni scientifiche identificando tali apparecchiature come RUO (RESEARCH UNIT ONLY). Le indicazioni vanno ben oltre la semplice segnalazione poiché si allertano le strutture sanitarie sulla attendibilità dei test che se falsati potrebbero indurre in gravissimi errori terapeutici con diagnosi errate mettendo a rischio la salute dei pazienti. La questione e' stata sollevata in occasione della presentazione del centro regionale non ottenendo alcun riscontro ufficiale. Ma è opportuno ricordare anche che le apparecchiature sono state acquistate alcuni anni or sono a cui ha fatto seguito una costosissima gara di appalto per la fornitura dei reagenti che si aggira intorno ai 3 mln di euro. Sarebbe opportuno che al riguardo si fugasse ogni dubbio richiamando l'attenzione della commissione regionale alla Sanità e i suoi componenti considerando l'enorme massa di dati che confluisce presso il centro regionale per lo screening neonatale il quale a pieno regime dovrebbe effettuare ogni anno oltre un milione e 200mila test solo per i nascituri in Puglia.

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