Sarah, Avetrana rimuove l'orrore dei Misseri

Le ultime ore, prima che i carabinieri suonassero al citofono della villetta in via Grazia Deledda, Michele Misseri le ha trascorse scrivendo una lettera per la nipote Sarah in cui chiede più volte perdono e parlando per circa mezz'ora con uno dei suoi legali di fiducia, Luca Latanza. Alle 16.15 il cancello della villetta si è aperto e l'agricoltore di Avetrana condannato definitivamente ad otto anni di carcere per concorso in soppressione di cadavere è stato fatto salire a bordo di un'auto dei carabinieri.  

In strada A PARTE LA RESSA DEI GIORNALISTI neanche un curioso, come se il paese volesse dimenticare in fretta quanto accaduto più di sei anni fa. Nessuno, tra i vicini di casa, ha avuto voglia di parlare. "Poco dopo anche il fratello di Michele, Carmine, pure lui condannato per concorso nella soppressione del cadavere, si è visto arrivare a casa i carabinieri che gli hanno notificato l'ordine di carcerazione in base al quale dovrà scontare quattro anni e 11 mesi di reclusione. A breve distanza da via Deledda, è rimasta muta e blindata nella sua abitazione Concetta Serrano, mamma di Sarah e sorella di Cosima.  "E' una sentenza che pone fine alle polemiche nei confronti della Procura e premia il lavoro scrupoloso svolto dai carabinieri, da tutti gli investigatori e dai pm Buccoliero e Argentino". Così il procuratore di Taranto, Carlo Maria Capristo, ha commentato la sentenza. Amareggiato uno dei difensori di fiducia di Michele Misseri, Luca Latanza. "La conferma della condanna era una delle possibili conclusioni. Si chiude una vicenda che, comunque, ha dei vuoti - ha detto Latanza - abbiamo una sentenza di tipo giudiziario, una realtà giudiziaria, ma una realtà fattuale forse non la conosceremo mai, la realtà vera". 

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