Partorì feto occultandolo, ma per l'autopsia era già morto

Non potrà più essere accusata di infanticidio la ragazza di 17 anni salentina che lo scorso 3 febbraio ha partorito da sola nel bagno di casa un feto di sesso maschile, occultandolo poi in un borsone riposto dietro un armadio della camera da letto. L'autopsia effettuata dal medico legale Ermenegildo Colosimo ha stabilito che il feto é nato morto, allo scadere della 35esima settimana.

Il cordone ombelicale lungo 80 centimetri, stretto intorno al collo, avrebbe causato un trauma da gestazione e la morte del feto che venne ritrovato solo alcuni giorni dopo, il 9 febbraio quando la giovane, con una forte emorragia in atto, si presentò al pronto soccorso dell'ospedale di Copertino (Lecce) dove i sanitari compresero immediatamente che aveva partorito. La giovane – che è affidata alla sorella, con la quale vive, dal tribunale – era stata indagata insieme alla sorella e al cognato per infanticidio e occultamento di cadavere. 

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