Pd all'ultimo miglio, Emiliano fa il mediatore

L’ipotesi di mediazione nel partito democratico rimane. Nel tentativo di ricucire in extremis lo strappo, a vestire i panni del tessitore è Michele Emiliano. Nel pomeriggio si riunisce la Direzione del Pd e qualora non dovessero emergere novità, si avvieranno le procedure per il congresso secondo la tabella di marcia imposta dai Renizani. Se così fosse non vi sarebbe alcun margine di manovra per la minoranza che fa riferimento a Emiliano, Enrico Rossi e Roberto Speranza. 

I tre dovrebbe trarne le conseguenze e uscire dal partito. Soluzione che non convince lo stesso governatore pugliese. Il nodo principale del problema resta la data del congresso sul quale si è verificata la rottura.  E si capisce pure che Renzi ha buone ragioni per andare subito alla elezione del nuovo segretario i primi di maggio. Di parere opposto l’opposizione che quel congresso lo vorrebbe  celebrare  dopo aver metabolizzato i risultati delle elezioni amministrative di giugno. Emiliano continua a negoziare nel tentativo di tener insieme anche la minoranza, poiché sa che dar vita ad una nuova formazione politica potrebbe comportare un prezzo troppo alto. In queste ore in Puglia si fa la conta dei parlamentari che vorrebbero Emiliano all’interno del Pd, seppure in minoranza o in un altro soggetto politico.  In Consiglio regionale tutti sono in attesa di capire le scelte che farà il governatore per poi schierarsi di conseguenza.    

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