Gemellini disabili a Bitonto, la Regione Puglia attende la decisione della Corte d'Appello

BITONTO (BA) di Redazione AntennaSud

 

 

Quattro milioni e mezzo di euro. A tanto ammonta il risarcimento che la Regione Puglia dovrà pagare ad una famiglia barese, in seguito ad una vicenda che riguarda due gemelli nati con gravi malformazioni nell'ospedale di Bitonto, ma solo dopo la sentenza del giudice d'appello.

Una giovane madre nel 1992 partorì due gemelli nell'ospedale di Bitonto, nel Barese, dove fu trasferita dall'ospedale di Gravina in Puglia. Lì era stata ricoverata d'urgenza per il rischio di parto prematuro a 32 settimane. Qualche giorno dopo fu trasferita al nosocomio di Bitonto, dove i due gemelli nacquero con gravi malformazioni. Sono passati 24 anni da quella che avrebbe dovuto essere una bellissima giornata da ricordare per la coppia che aspettava i due bambini. E, invece, si è trasformata in un incubo. Dopo tanti anni il consiglio regionale pugliese, nella sua ultima seduta, ha dovuto riconoscere l’ammontare come debito fuori bilancio di  quattro milioni e mezzo di euro. Si tratta, peraltro, del risarcimento più elevato nella storia della sanità pugliese. La Regione era stata condannata in primo grado a maggio 2015, ma la sentenza era stata sospesa a luglio con l’impugnazione davanti alla Corte d’appello: per ora la famiglia ha ottenuto solo 900mila euro, un quinto di quanto dovuto, in attesa del giudizio definitivo.

Stando alle consulenze tecniche disposte dal tribunale di Bari (che pure rimarca la difficoltà di scoprire a distanza di tanto tempo cause e colpevoli), non vi sarebbero responsabilità da parte del primario dell’ospedale di Gravina in Puglia, mentre a tenere comportamenti omissivi sarebbero stati i medici di Bitonto: non si ha alcuna traccia della prescritta cardiotocografia fetale, un esame che avrebbe consentito di accertare sofferenze fetali e quindi decidere eventualmente per il parto cesareo. "Il 5 febbraio scorso, fa sapere dal canto suo l'Avvocatura regionale, "il collegio della Corte di appello ha confermato la sospensione della sentenza, ritenendo la sussistenza del fumus di alcuni motivi di appello. Nelle more - prosegue la nota - anche il giudice dell'esecuzione adito dalle controparti ha sospeso il pignoramento per i 4/5 della somma disponendo il giudizio di merito". Di conseguenza la Regione "non è debitrice attualmente - conclude la nota - di ulteriori somme finché non sarà deciso il giudizio di appello e quello di opposizione".