Culla per la vita a Bari, informare per evitare dolore e morte

BARI di Maria Luisa Troisi

 

 

Ciò che è avvenuto a Ceglie Messapica, così come accaduto a Porto Cesareo (Le) nel marzo scorso, deve essere evitato. Una donna non può morire di parto insieme alla sua creatura.  A Bari nella Chiesa di San Giovanni battista, c'è la soluzione. 

Si chiama Culla per la vita e serve proprio ad evitare stragi come quella della donna morta sola insieme alla sua bambina in un garage di Ceglie Messapica, nel Brindisino. Ne avevamo parlato mesi fa nel corso del Talk di cronaca con Rossella Cinque Palmi, dopo il caso simile avvenuto a Porto Cesareo. Riprendendo l'antica ruota degli esposti del Medioevo, che all'esterno di chiese o ospedali attraverso un meccanismo girevole permetteva alle donne di lasciare il proprio neonato indesiderato affidandolo alle cure di qualcun altro. In Puglia l'unica è nella Chiesa di San Giovanni Battista a Bari, fortemente voluta dal parroco Antonio Ruccia. Oggi, al posto di quella ruota fredda, ma comunque utile, c'è una culla, con tanto di videocamera e di un condizionatore che regola la temperatura per tenere al caldo o al fresco il neonato. Una volta depositato, il piccolo viene lasciato nelle mani del 118, che lo affida al reparto di neonatologia del Policlinico, per poi essere indirizzato verso i servizi sociali e la possibile adozione.

La culla per la vita, l'unica presente a Bari e in tutta la Puglia è una struttura che permette di lasciare totalmente protetti i neonati da parte della mamma in difficoltà nel pieno rispetto della sicurezza del bambino e della privacy di chi lo deposita. Informare, per continuare a vivere.