Aeroporti Puglia e Napoli insieme? Il progetto della Regione genera malumori

BARI di Redazione AntennaSud

 

 

Il progetto di fusione tra Aeroporti di Puglia e Gesac, società che gestisce lo scalo internazionale di Napoli Capodichino non piace a molti. Ai sindacati, ai lavoratori e anche a Ryanair, principale vettore degli aeroporti di Bari e Brindisi.

"Non possiamo apprendere di questa operazione in corso dagli organi di stampa. L'operazione di fusione e di privatizzazione di Aeroporti di Puglia è a noi completamente sconosciuta sia negli elementi portanti, sia nelle ricadute sul lavoro". Questo il commento di Pino Gesmundo, Segretario Generale Cgil Puglia che sulla vicenda privatizzazione e fusione con la soceietà Gesac (dell'Aeroporto di Napoli) dichiara: "E' necessario un momento di confronto preventivo per capire che idea ha la Regione Puglia del futuro di Aeroporti di Puglia, quale il piano industriale se ce ne è uno, che determina una scelta piuttosto che un’altra, e i risvolti sul lavoro." Non lasceremo passare operazioni oscure che riguardano oggi questa realtà e domani magari potranno riguardare Acquedotto Pugliese come se si trattasse di aziendine di proprietà privata e non beni pubblici di fondamentale importanza per la nostra Regione, con una loro storia e con competenze riconosciute da tutti. L’idea del governatore Michele Emiliano sarebbe quella di procedere senza bando pubblico a un progetto di fusione tra Aeroporti di Puglia e Gesac, società che gestisce lo scalo internazionale di Napoli Capodichino, società controllata dal fondo F2i. Un piano che inizia a creare malumori. Anche Rynair, principale vettore peraltro, negli scali di Bari e Brindisi non avrebbe apprezzato il progetto. La compagnia aerea irlandese, boccia il piano portato avanti dalla Regione Puglia: "Il tema riguarda gli aeroporti - affermano fonti ufficiali di Ryanair - ma in ogni caso non siamo d'accordo con i monopoli in quanto non creano una situazione ideale per i consumatori e per la concorrenza".I lavoratori sono allarmati, prosegue Gesmundo, perché non hanno notizie e il ruolo delle rappresentanze sindacali non può funzionare così. Abbiamo chiesto un incontro a Emiliano ma ad oggi non abbiamo avuto nessuna risposta circa il modo più efficace possibile di governare i processi di cambiamento.