Emiliano: l'Ilva è inquinamento di Stato, paghi almeno le cure

BARI di Redazione AntennaSud 

 

Lo Stato sta inquinando e lo Stato deve almeno pagare le cure: lo ha detto il presidente della Regione Puglia Michele Emiliano nella riunione della Commissione Salute della Conferenza delle Regioni nel corso della quale il governatore della Puglia ha parlato dell'Ilva e della situazione ambientale esistente a Taranto chiedendo deroghe al al decreto ministeriale salva ilva da inserire nella legge di stabilità al fine di rafforzare il sistema sanitario della provincia di Taranto.   

 

Emiliano ha partecipato a Roma alla riunione della Commissione Salute della Conferenza delle Regioni insieme con il direttore del dipartimento Promozione della Salute Giovanni Gorgoni e il commissario Ares Giancarlo Ruscitti. La commissione, accogliendo la richiesta, ha inserito il punto che sarà discusso oggi in sede di Conferenza delle Regioni.    "La Puglia - ha detto Emiliano - ha presentato in collaborazione con la Regione Lazio uno studio epidemiologico nel quale sono stati evidenziati una serie di dati fuori scala in provincia di Taranto. Quei dati dimostrano l'esistenza di una relazione causa-effetto tra emissioni industriali dell'Ilva e danno sanitario. In questo caso è lo Stato che autorizza la fabbrica a funzionare, nonostante sia in corso un processo per avvelenamento di sostanze alimentari presso la Corte d'assise di Taranto. E questo grazie a dieci decreti che, in maniera dichiarata, affievoliscono il diritto alla salute dei tarantini con particolare riferimento alle malattie oncologiche, respiratorie e cardiovascolari". Emiliano ha chiesto alla commissione di farsi carico della richiesta di ottenere deroghe al DM70, senza gravare sulle altre regioni o a spese delle altre province pugliesi".    "Abbiamo ottenuto in passato deroghe come per la Terra dei fuochi, ma la situazione a Taranto - ha precisato Emiliano – è diversa perché la vicenda non è causata dalla camorra come in quel caso, ma scaturisce da una deliberazione strategica della Repubblica. Va dunque riconosciuto che si tratta di inquinamento di Stato e, alla luce dei dati che abbiamo raccolto e che continueremo ad accumulare, è necessario un rafforzamento generale della struttura sanitaria territoriale".