Sono trascorsi cinque anni dal suo ultimo album ma il sound tipico di Edoardo Bennato non ha smesso di farsi sentire, tornando in tutta la sua pienezza con un nuovo disco contenente 13 canzoni. L’attualità è la colonna portante dei temi trattati, un ampio panorama di argomenti che in questi anni l’ha reso molto produttivo al punto da aver scritto una bella quantità di pezzi prima della cernita finale per la tracklist: “Avevo scritto 35 brani e dunque ne ho dovuti scartare molti. Tutte le mie canzoni nascono in inglese ma per un italiano che fa rock’n'roll l’unica possibilità che ha per non sembrare un clone di un inglese o di un Americano è lavorare sui testi”.
Si parla di memorie di viaggio e di pensieri intimi che negli ultimi anni il cantautore ha vissuto girando il mondo. Non mancano le critiche aperte all’Italia con due brani molto attesi, “Il capo dei briganti” e “C’era un re”, che già dai titoli lasciano immaginare di cosa parlano.
“L’Italia è un Paese ingovernabile e con questa ingovernabilità dobbiamo farci i conti tutti i giorni… non faccio lezioni di geopolitica e non parlo in aule universitarie: io scrivo canzonette e devo divertire un pubblico che va dai bambini di cinque anni in su.”
Il singolo scelto per presentare Le vie del rock sono infinite si intitola E’ lei, suonato anche sul palco dell’Ariston in occasione della serata del Festival di Sanremo durante la quale Bennato è stato ospite.
Questa canzone rispecchia a pieno lo “stile Bennato”:melodia tra il rock e pop e un testo molto”sentito” .Sicuramente sarà apprezzato già dopo un paio di ascolti.



