Torna, dopo tre anni da Carmen Consoli, con un cd “Elettra” che regala un viaggio intorno ai 360° della vita. La cantautrice racconta la potenza della femminilità in tutte le sue possibili vite e alternative, in tutte le sue gioie e dolori. Da questo lavoro è già in programmazione il secondo singolo “Mandaci una Cartolina”
“È dedicata a mio padre. È stato l’ultimo brano che ho scritto. L’ho scritto in quattro ore. Non avevo intenzione di scrivere una canzone su mia padre, perché né a me né alla mia famiglia piace questo autocompiacimento del dolore. È vero quando dico che la musica è stata la mia medicina, ancora di più ora. Ha trasformato il veleno in medicina. La musica mi ha salvata. Ha compiuto il miracolo di trasformare il dolore in gioia.”
Basterebbero queste poche frasi (tratte da un’intervista) per descrivere “Mandaci una cartolina”. Una canzone dai toni forti e intimi insieme, in cui si percepisce una rinnovata attenzione ai testi e alla volontà di raccontare le difficoltà in prima persona: capacità che prima aveva preso più spesso la strada delle storie “in prestito” (come in In bianco e nero).
È un regalo che ho ricevuto da mio padre -continua Carmen- che mi ha insegnato la musica. Mio padre sosteneva che le cose dovessero durare. Aveva questo concetto della vita e della morte “che sarà una grande sorpresa”. Lui scherzava molto, ci diceva “quando muoio vi mando una cartolina.” Mio padre aveva quest’idea: quando la vita finisce sei come cullato in questo tramonto. Infatti il pezzo va dal tramonto all’alba.
Dieci nuovi brani all’insegna di un ritmo acustico, che si rifà a una musicalità nord europea, ciononostante non priva delle ballate e ritmi italiani e sicialiani, di questa incredibile cultura attraversata anche da Greci e Turchi. E appena si preme play si ha, come sempre, per ogni suo lavoro, la sensazione che si spengano le luci in sala e una luce delicata esalti la scena di una voce che racconta una passione.





















