Tabù spezzato, incantesimo rotto, maledizione finita. Il San Nicola è finalmente tornato amico del Bari. Tre mesi e mezzo di sconfitte cocenti, pareggi brodino e prove opache, cancellati da una vittoria netta, indiscutibile e dal peso specifico inestimabile. Il 3-1 sul Padova, ex quarta forza del campionato, nel turno infrasettimanale della quarta di ritorno di B, restituisce ai tifosi una squadra, quella biancorossa, bella, forte, e a tratti persino irresistibile.
Il mercato di gennaio si è chiuso con un saldo negativo, tra troppe partenze e pochi arrivi, ma il vero acquisto in attacco, a conti fatti, è proprio quel Ciccio Caputo che nelle ultime gare (con 5 centri in 5 match) ha espresso una capacità realizzativa pari a gente come Ibra e Di Natale.
Due gol ieri, nel giro di tre minuti, tra il 10′ e il 13′ della ripresa, a mettere in ghiaccio (nel freezer del San Nicola) una vittoria voluta e cercata da tutta la squadra. Una vittoria mai in discussione (cominciata già al 7′ con il vantaggio fortunoso di Stoian) nemmeno dopo il pari di Hallenius (più trovato che cercato) nell’unico vero tiro in porta degli ospiti di tutto il primo tempo. Di fronte, stavolta, non c’era però il solito Bari casalingo, slegato e inconcludente, ma una squadra vera: linee compatte, movimenti giusti, profondità, ma soprattutto concentrazione, l’ingrediente che serve per battere squadre di calibro superiore. Alla fine, tutti sotto la curva, come non si vedeva da metà ottobre, e persino il trenino a ricordare i fasti della serie A dei tempi andati.
Mister Torrente predica umiltà, e gioca a fare il pompiere, ma sta di fatto che la classifica è lì, e basta guardarla: meno tre dalla zona play-off (che senza l’handicap della penalizzazione sarebbe solo a un passo) e la consapevolezza di aver trovato anche in casa il piglio (e i punti) che in trasferta piovono a grappoli. Per continuare a far sognare i tifosi basta e avanza.
Giuseppe Pace
BARI-PADOVA 3 A 1: TORRENTE E CAPUTO RAGGIANTI – VEDI LE INTERVISTE





















