
Una serata di politica, ma anche di musica, con le note dei Radiodervish, Sud Sound System, Folkabbestia, e la comicità di Emilio Solfrizzi e Antonio Stornaiolo, per un giorno di nuovo Toti e Tata. Nichi Vendola, per l’ultimo comizio elettorale, prima del voto, ha scelto la piazza. Quella di Bari, davanti alla prefettura, dove in tanti sono arrivati anche in pullman persino da Pisa, Bologna, Roma e Milano per sentire il governatore uscente, leader di Sinistra Ecologia e Libertà, candidato alla poltrona di presidente della Regione Puglia. Un intervento pieno di passione, come sempre, dove Vendola ha toccato soprattutto i temi della precarietà, della giustizia, delle tasse e della sanità. Inevitabili le stoccate al centrodestra: “Noi – ha detto Vendola rivolgendosi idealmente a Berlusconi – abbiamo allontanato Frisullo, invece il ministro Fitto, che pure è stato toccato dalla magistratura è ancora al suo posto”. Poi, bordata anche all’avversario Rocco Palese, definito il Pico della Mirandola dell’economia. “Avevamo una sanità da Terzo Mondo e sotto il mio governo l’abbiamo riportata alla modernità – ha aggiunto Vendola. Abbiamo riaperto ospedali e reparti che qualcuno aveva chiuso”. Infine, l’ultima frecciata al premier: “io sono in piazza, lui è venuto a Bari, ma non c’era quasi nessuno. E’ un populista rimasto ormai senza popolo”.
Giuseppe Pace





















