Madri e lavoratrici: un doppio ruolo che per molte donne resta ancora inconciliabile. Donne costrette a scegliere se accudire i figli rinunciando al lavoro, o seguire la carriera rinunciando ai figli. In Puglia, fra il 2009 e il 2011, le madri lavoratrici che si sono dimesse durante i periodi di congedo parentale o di maternità, sono state 886. Di queste, quasi il 70 per cento ha tra i 26 e i 35 anni: proprio la fascia di età in cui si diventa madri. Le motivazioni? Assenza di parenti di supporto per la cura dei figli piccoli, mancato accoglimento al nido, costi di baby sitter e asilo insostenibili. E’ il quadro che emerge da una ricerca finanziata dall’assessora al Welfare della Regione Puglia, Elena Gentile, e commissionata dalla Consigliera regionale di Parità, Serenella Molendini, ad un gruppo di ricercatori dell’Università del Salento.
90 le donne interpellate attraverso un questionario, elaborato poi dai ricercatori. A dimettersi sono state soprattutto le lavoratrici di piccole aziende, con meno di 15 dipendenti. Tirando le somme di questa ricerca, l’assessorato al Welfare ha elaborato il progetto Impresa Conciliante, per agevolare la conciliazione dei tempi di vita e lavoro delle donne. Si stanno studiando strumenti concreti, come i percorsi di sostegno al reddito e buoni acquisto per asili nido e centri ludici. Li ha illustrati in diretta ad Antenna Pomeriggio l’assessora Gentile.





















