Due, e invece uno. Oppure, se volete, uno e invece due. C’è un po’ di dottor Jekyll e Mr Hyde in ognuno di noi, in fondo. Una parte buona e una cattiva che ogni giorno si confrontano, lottano, e alla fine uno dei due prevale. Ma solo per un giorno. C’è tutta la metafora della psicanalisi, dello sdoppiamento di personalità nel Dr Jekyll e Mr Hyde di Robert Louis Stevenson, che il regista Giancarlo Sepe ha portato nella sua personale riduzione teatrale sul palcoscenico del teatro Team di Bari, utilizzando un’icona (anzi due) dello sdoppiamento: le gemelle Alice ed Helen Kessler.
La protagonista è la trama, dice il regista. Che infatti relega in secondo piano le due anime del personaggio principale, affidando il ruolo centrale al narratore, l’avvocato Utterson, interpretato da Alessandro Benvenuti. Nel cast anche Rosalinda Celentano, che incarna il femminile, l’altra faccia della medaglia di una trama che in origine, secondo Stevenson, non doveva vedere la partecipazione di nessuna donna. Ma questo è il quotidiano: un balletto tra il bianco e il nero, tra il bene e il male. Sempre che i confini tra il primo e il secondo siano sempre così ben definiti.
Andrea Tedeschi





















