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Cronaca

31 gennaio 2012 - 13:01

Taranto: al processo Scazzi è il giorno di Ivano

Ivano Russo“Con Sarah avevo un buon rapporto. La mia impressione è che sentisse la lontananza di padre e fratello, che erano lontano per lavoro, e mi vedesse forse come figura paterna. Spesso voleva essere abbracciata, e la abbracciavo. Una delle ultime volte che mi abbracciò mi disse ‘Ti voglio bene’ e io le dissi ‘Anch’io ti voglio bene”. A dichiararlo Ivano Russo, testimone nella terza udienza del processo per l’omicidio della 15enne di Avetrana, Sarah Scazzi,che si sta svolgendo dinanzi alla Corte di Assise di Taranto. Con lui saranno ascoltati come testi, tre commercianti di Avetrana e i genitori di Sarah, Concetta Serrano e Giacomo Scazzi. Ivano è il giovane del quale si sarebbero invaghite Sarah e la cugina Sabrina Misseri, scatenando – secondo la Procura – la gelosia di quest’ultima, che l’avrebbe uccisa con l’aiuto della madre, Cosima Serrano. “Ho conosciuto Sabrina e Sarah – ha aggiunto Ivano – nel dicembre 2009.
Sarah era più’ piccola e con lei ci voleva particolare attenzione perché la nostra comitiva era di adulti. Con Sabrina inizialmente ho instaurato un rapporto di amicizia, ad un certo punto però vidi da parte sua atteggiamenti ambigui, complimenti che andavano oltre.
Le ho chiesto se per lei era ancora amicizia o qualcos’altro, e lei mi disse che era amicizia.
Ma pochi giorni prima che Sarah morisse ho deciso di troncare il rapporto perché non mi convinceva, e mi sono allontanato anche per non farla soffrire”.

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