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Cronaca

15 giugno 2012 - 21:23

Sanità in Puglia, Cgil: “Al San Paolo presunte liste di attesa speciali”

Macchinario sanitarioSe la denuncia dei medici della Cgil dovesse essere fondata, si preannuncerebbe un ennesimo scandalo della sanità pugliese. Nell’ospedale San Paolo di Bari ci sarebbe stato un modus operandi a dir poco illegale. Due liste di attesa. Un elenco “normale” per i pazienti chirurgici operati che ricorrono al servizio sanitario nazionale e una lista “speciale” dove ci sono i pazienti che pagano in proprio il ricovero ospedaliero. Tutti comportamenti che, oltre a rappresentare un danno economico per la Asl, potrebbero avere risvolti penali rilevanti. Il regolamento dell’Alpi per l’attività professionale intramoenia parla chiarissimo: parità di trattamento dei pazienti, al di là del fatto che questi ultimi si avvalgano o meno di prestazioni rese in regime di attività libero-professionale. Ma la denuncia della Cgil medici Bari inviata al dirigente medico del San Paolo Angela Leaci, al direttore generale Domenico Colasanto e al direttore sanitario Gregorio Colacicco non si ferma qui. Nell’esposto del sindacato si parla anche di sedute operatorie sotto utilizzate o non utilizzate senza preventivamente informare il personale di sala operatoria che organizza gli interventi. Oltre al danno dei tempi di attesa che si allungano, c’è la beffa delle sale operatorie vuote. Nella lettera anonima inviata alla Cgil, all’Usppi e al Tribunale dei diritti del malato, una donna ammalata di cancro lamenta la sua lunga permanenza in lista di attesa e cita anche il caso di una sua conoscente che ha risolto il problema grazie alla “scorciatoia” dell’intramoenia. “Pertanto invitiamo ancora una volta la asl ad intervenire con i propri nuclei ispettivi interni. Siamo sicuri – si legge nella nota della Cgil – che l’azienda sanitaria farà tutte le verifiche necessarie certi della sensibilità del management, cosa che ci eviterebbe di chiedere l’intervento della procura attraverso un nostro apposito esposto”. Il direttore Colasanto: “Voglio prima vedere le carte – ha detto – per capire se le storie sono credibili”.

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