E’ stato Ivano Russo, il ragazzo conteso da Sarah Scazzi e Sabrina Misseri, il protagonista della terza udienza del processo per l’omicidio della 15enne di Avetrana, che si sta svolgendo dinanzi alla Corte di Assise di Taranto. Per lui – secondo l’accusa – Sabrina avrebbe ucciso Sarah con l’aiuto della madre, Cosima Serrano. La deposizione del giovane è durata sei ore. “Con Sarah avevo un buon rapporto – ha detto – la mia impressione è che sentisse la lontananza di padre e fratello e mi vedesse forse come figura paterna”. Il ragazzo ha conosciuto le 2 cugine nel dicembre 2009. Con Sabrina aveva instaurato un rapporto di amicizia e non ha mai permesso che si andasse oltre. “Nessuno mi ha mai riferito che Sarah si era invaghita di me” ha precisato “e non ho mai percepito gelosia di Sabrina nei confronti di Sarah”. La sua testimonianza però mette in crisi le motivazioni di base della difesa di Sabrina la quale – secondo il racconto di Ivano – “aveva espresso preoccupazione per il padre dopo il ritrovamento del cellulare di Sarah”. Ha anche detto ad Ivano, il giorno del ritrovamento del corpo di Sarah, che suo padre stava esagerando nella confessione e sempre lei lo chiamava dal telefonino della madre per paura di essere intercettata.
Fu proprio Sabrina, ha ricordato Ivano, ad informarlo con un sms della scomparsa di Sarah. “Pensai fosse una scusa per riavvicinarsi a me – ha detto Ivano – e lasciai stare”. E nel pomeriggio del 26 agosto, gli disse anche che “Sarah la mattina era contenta e che era sicura che l’avessero presa”. La Corte di assise di Taranto ha acquisito 14 foto mostrate dal pm Mariano Buccoliero riguardanti Sarah, Sabrina e Ivano, recuperate dal cellulare del giovane e che risultavano cancellate. Una foto risale al maggio 2010 e ritrae Sarah in pigiama, e proprio di questa Ivano sostiene di non sapere nulla.
Ieri ha deposto anche il padre della ragazzina uccisa, Giacomo Scazzi che ha ripercorso le ultime ore della vita della figlia. “La prima volta – ha ricordato – Sabrina era insieme ad un’amica e chiese a me dove fosse Sarah, perché non era arrivata a casa sua per andare al mare. Era agitata e aveva la voce che tremava, e noi ci preoccupammo subito”. Per la quarta udienza si tornerà in aula il 7 febbraio quando saranno ascoltati Concetta Serrano e Claudio Scazzi, mamma e fratello di Sarah.





















