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Cronaca

13 luglio 2012 - 13:31

Polemica penalisti-procura, l’ANM replica ai due avvocati

Via Nazariantz“Deleterio e fuorviante è ingenerare nell’opinione pubblica equivoci o falsi convincimenti in ordine alla presunta commissione di errori giudiziari, mostrando così di trascurare quella che è l’esperienza acquisita per tutti gli operatori del diritto: ossia la fisiologica opinabilità delle questioni giuridiche”. Il presidente dell’Anm di Bari, Salvatore Casciaro, risponde con una nota alle dichiarazioni polemiche sollevate da alcuni penalisti baresi dopo una sentenza di condanna a carico del proprio assistito, in carcere con l’accusa di estorsione. “Sorprende che due autorevoli avvocati, dopo aver visto disattese nel merito le loro tesi difensive e -si noti- prima ancora di leggere le motivazioni del provvedimento a loro sfavorevole, – scrive Casciaro – si lascino andare a espressioni ingenerose e grossolane”

IL TESTO INTEGRALE

“Deleterio e fuorviante è ingenerare nell’opinione pubblica equivoci o falsi convincimenti in ordine alla presunta commissione di errori giudiziari, mostrando così di trascurare quella che è l’esperienza acquisita per tutti gli operatori del diritto: ossia la fisiologica opinabilità delle questioni giuridiche”. Il presidente dell’Anm di Bari, Salvatore Casciaro, risponde con una nota alle dichiarazioni polemiche sollevate da alcuni penalisti baresi dopo una sentenza di condanna a carico del proprio assistito, in carcere con l’accusa di estorsione. “Sorprende che due autorevoli avvocati, dopo aver visto disattese nel merito le loro tesi difensive e -si noti- prima ancora di leggere le motivazioni del provvedimento a loro sfavorevole, – scrive Casciaro – si lascino andare a espressioni ingenerose e grossolane, non esenti da triti luoghi comuni, e addirittura irriguardose nei confronti di un collega che esercita quotidianamente con rigore e imparzialità il proprio ruolo di giudice.
Parrebbe quasi sottintesa nel comunicato dei due difensori l’assurda tesi che l’esercizio libero della giurisdizione in tanto vi sia in quanto vengano recepite le tesi della difesa, e che l’errore del giudice o del pm possa bensì ritenersi ”di portata eccezionale” se come tale denunciato sulla stampa e prima ancora che il giudice d’appello lo rilevi. Duole poi constatare – continua il presidente dell’Anm – come anche avvocati di nota professionalità non resistano alla tentazione di difendersi ‘dal processo’, strada forse ritenuta più agevole dell’esercizio (magari anche faticoso e impegnativo) della funzione difensiva facendo valere le proprie ragioni attraverso i mezzi di impugnazione che l’ordinamento appresta e nel rispetto dei ruoli istituzionali. Il comunicato dei due avvocati assume infine i toni dello sfogo violento e della sterile invettiva contro la ‘casta’ e lo ’strapotere’ della procura, arrivando a contestare perfino le decisioni del tribunale del riesame – conclude Casciaro – cui si imputa incongruamente, e con valutazioni che potrebbero apparire non del tutto disinteressate, da un lato, di non essere in sintonia con la denominazione gergale di ‘tribunale della libertà’, e, dall’altro, di depositare a distanza di mesi singoli provvedimenti (ignorando in tal guisa il sottodimensionamento dell’organico di quella sezione e lo straordinario lavoro sul piano qualitativo e quantitativo dei giudici che la compongono)”.

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