“Il più grosso omicidio di mafia degli ultimi tempi”. Così il procuratore capo di Bari, Antonio Laudati, ha definito l’assassinio di Bartolomeo D’Ambrosio, freddato all’alba di ieri nelle campagne di Altamura, “in un efferato agguato tipico della criminalita’ organizzata”. D’Ambrosio è stato raggiunto da 33 colpi sparati da due pistole e un fucile. Per Laudati questo omicidio conferma l’allarme lanciato sull’emergenza criminalità nel distretto di Bari. “Ultimamente – ha detto il Procuratore, impegnato oggi a Roma in un convegno su “l’antimafia dei fatti” – colpiscono i boss, i capi clan, non la manovalanza”. Questo fatebbe pensare al tentativo di cambiare gli equilibri sul territorio. I confini geografici dei traffici criminali potrebbero stare stretti a qualcuno. “Le modalità delle ultime esecuzioni mafiose – ha detto ancora Laudati ricordando gli omicidi di Capurso e Bitonto – dimostrano che non siamo di fronte ad una semplice faida interna ai clan”.
Per questo gli investigatori sono impegnati nelle ultime ore in indagini ad ampio raggio. Stanno sentendo le persone che D’Ambrosio conosceva, effettuando perquisizioni ad Altamura e in altri comuni della provincia di Bari. Ferito inizialmente ad una gamba mentre faceva la sua corsetta mattutina, D’Ambrosio ha accelerato il passi nel tentativo di sfuggire ai sicari, sicuramente più di uno, ma è stato raggiunto e crivellato di colpi: almeno 4 dei 33 esplosi, quelli fatali.
Isabella Maselli





















