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Cronaca

8 settembre 2010 - 13:29

Giallo di Avetrana, solo ipotesi e dubbi

Ricerche di SarahRicerche volenterose ma infruttuose, segnalazioni continue ma avventate e notizie frammentarie sul reale profilo della ragazza. Il giallo di Avetrana si poggia, traballante, su queste variabili. Al momento l’impegno delle forze dell’ordine e dei volontari nelle ricerche di Sarah Scazzi è massimo e allarga sempre più la sua estensione (cave, spiagge, campagne, boschi e altre città). Ma al momento, e potrebbe essere una buona notizia, l’esito è infruttuoso.
Chi cerca, coordinando almeno 70 persone, la quindicenne scomparsa da 14 giorni deve anche confrontarsi con continue segnalazioni: in un supermercato di Milano, per le strade di Cusano Milanino, in una Punto blu a San Pietro in Bevagna. In questi casi, purtroppo, buona fede e mitomania dei potenziali testimoni si susseguono e confondono gli inquirenti. Ma l’aspetto che più fa riflettere di questa inquietante vicenda è l’apparente ingenuità che traspare dalle dichiarazioni dei congiunti più stretti di Sarah. La madre, ad esempio, potrebbe aver sottovalutato il malcontento che la figlia in più di un’occasione aveva espresso e la sua voglia di lasciare Avetrana inseguendo il “sogno Milano”, città dove lavorano il padre ed il fratello maggiore. Concetta Scazzi ha definito le continue discussioni con sua figlia su questo argomento come normali discussioni tra madre e figlia, il che è assolutamente plausibile ma potrebbe trattarsi di un chiaro campanello di allarme ignorato. Non saper nulla o quasi sulle possibili frequentazioni in internet di Sarah, anche con gente con il doppio della sua età, come il pasticciere di Taranto che avrebbe, a sua volta, confermato le intenzioni della ragazzina di allontanarsi da Avetrana. La sicurezza del fratello Carlo nell’escludere che Sarah sapesse utilizzare il computer che contraddice l’utilizzo sistematico del pc della biblioteca di Avetrana, da lei regolarmente frequentata. Non solo, come faceva Sarah, essendo a digiuno di elettronica, a chattare con il pasticciere 30enne? O come può il fratello essere sicuro che Sarah non potesse contare su eventuali mezzi di trasporto per trasferirisi a Milano? O giurare di conoscere tutte le abitudini e le conoscenze della sorella vivendo e lavorando a Milano? Tutti interrogativi che si aggiungono ad un dramma che si protrae da due settimane e per il quale ci sia augura davvero possa trattarsi di un allontanamento volontario, pista però che, per gli inquirenti, appare ancora debole.

Carmelo Palumbo

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