I rinforzi arrivati ad Avetrana per cercare Sarah Scazzi si stanno concentrando, finora con esito negativo, su cave, terreni boscati, cespugli e pozzi abbandonati. Venti gli uomini del Corpo Forestale dello Stato che da stamani partecipano alle ricerche della 15enne scomparsa il 26 agosto scorso. A questi uomini, esperti conoscitori delle zone, si sono aggiunte due unità a cavallo dell’ufficio territoriale per la biodiversità di Martina Franca, in provincia di Taranto.
Nonostante i rinforzi, Concetta Ferrano Spagnolo, madre di Sarah, che ieri ha rivolto un appello al Presidente della Repubblica, Giorgio Napolitano, chiede altri uomini. “La speranza è l’ultima a morire – dice ai giornalisti – ma ci vogliono più rinforzi per cercare mia figlia Sara”. Concetta ha parlato anche del nuovo testimone che ieri sera è andato a casa sua raccontandole di avere visto Sara giovedì scorso in una Punto azzurra, in compagnia di un uomo, nella vicina località costiera di San Pietro in Bevagna. “Mi è sembrato sincero – ha detto – ma non credo che sia Sara perché mi ha detto che la ragazza aveva degli occhiali da sole, e Sara non li ha mai avuti”. Un avvistamento tutto da verificare così come quelli che arrivano ogni giorno da varie parti d’Italia.
Un nuovo elemento ha portato gli investigatori a ripensare ad un allontanamento volontario: è la scomparsa da casa del caricatore del cellulare della ragazza. “Sabrina (la cugina 22enne di Sara con cui la ragazza aveva appuntamento intorno alle 14 di quel maledetto giorno) mi ha detto che Sara lo portava sempre nello zainetto perché ascoltava la musica dal cellulare e quindi aveva bisogno di ricaricarlo spesso”. Concetta spiega anche le frasi di alcuni temi scritti a scuola da Sara, temi in cui la ragazza racconta delle liti con la mamma. “E’ vero – conferma – litigavamo sempre, ma erano normali litigi fra madre e figlia”. “Sara desiderava andare via da Avetrana – dice la mamma – e sognava di imbarcarsi e di guidare una nave”. E sul perchè il fratello maggiore di Sara, Claudio, che vive e lavora a Milano, non sia mai rientrato ad Avetrana da quando la sorella è scomparsa spiega: “Claudio sta aiutando le ricerche da Milano, sta cinque-sei ore al giorno collegato ad internet e ha contatti con le varie organizzazioni che si occupano delle persone scomparse”. Intanto anche la cittadinanza si sta mobilitando e giovedì prossimo, alle 20, l’amministrazione comunale sta organizzando una fiaccolata per sensibilizzare tutti alla massima collaborazione con le forze dell’ordine.
Cronaca
7 settembre 2010 - 19:39
Giallo di Avetrana, la madre chiede maggiori rinforzi
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