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Cronaca

9 marzo 2010 - 13:25

Furti ed estorsioni, sette arresti ad Andria

Auto PoliziaLa richiesta del pagamento del pizzo agli imprenditori di Andria arrivava per posta. Lettera con richieste estorsive in favore dei carcerati e delle loro famiglie. Le tariffe variavano, da 500 a 30.000 euro. Nelle lettere erano indicate date e modalità dei pagamenti. Un incaricato poi, come nella migliore tradizione, andava a riscuotere. Il meccanismo è emerso dalle indagini della polizia di Andria e della questura di Bari, coordinate dal pm della Procura di Trani Marco D’Agostino. Sette persone sono state arrestate all’alba, una ottava è ricercata. Gli indagati sono 21. A capo dell’organizzazione c’era il pluripregiudicato Amerigo Elia. L’inchiesta è partita nel dicembre del 2007, quando alcuni imprenditori andriesi denunciarono di aver ricevuto lettere con richieste estorsive. La conferma arrivò poco dopo durante una perquisizione nell’abitazione di Vincenzo Moschetta, che fu arrestato: in casa c’erano droga e un foglio con i nomi e gli indirizzi di 15 aziende, sul retro del quale erano riportate le date presumibilmente fissate per la riscossione del pizzo. La banda si dedicava anche ai furti di automezzi in Abruzzo e nelle Marche che venivano poi riciclati tramite l’autofficina dei fratelli Citrulli di Cerignola.

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