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Cronaca

7 settembre 2010 - 20:10

Down respinto a Miragica, secondo caso a Molfetta

Montagne russeLa storia si ripete. Dopo il caso del bambino di undici anni di Bari affetto dalla sindrome di Down a cui domenica scorsa, secondo la famiglia, sarebbe stato impedito l’accesso alle attrazioni del parco divertimenti Miragica di Molfetta, Antenna Sud si occupa di un altro caso del genere. Da Andria infatti arriva una denuncia simile nei fatti, nel luogo e nella data: proprio domenica infatti un altro ragazzino down, questa volta un quattordicenne di Andria, sarebbe stato fermato al varco di ingresso dell’area attrazioni, a cui già avevano avuto accesso i genitori e alcuni amici. Il motivo? Lo stesso, e cioè che alcune delle attrazioni provocano uno stato di stress psicofisico che può essere dannoso per i down, particolarmente soggetti a malattie cardiopatiche. Un allontanamento che, secondo i genitori del quattordicenne, sarebbe stato molto perentorio. E’ incomprensibile, dal momento che il 4 luglio scorso il ragazzo avrebbe avuto libero accesso alla stessa area, senza limitazioni di sorta.
L’azienda che gestisce il parco, la Alfa Park, contattata da Antenna Sud riferisce di essere sorpresa dall’accaduto, visto che da anni presta particolare attenzione nei confronti dei disabili, garantendo loro accesso gratuito al parco e organizzando iniziative didattiche proprio per i bambini down. La Alfa Park, che si è attivata per contattare il prima possibile le famiglie dei due ragazzini per porgere le proprie scuse, riferisce di avere allo studio un programma di analisi dei rischi connessi alle attrazioni, per poter fornire al più presto informazioni più dettagliate ed evitare malintesi di questo genere, magari anche dietro la firma di una liberatoria da parte dei genitori che vogliano assumersi eventuali responsabilità, come hanno cercato di fare senza successo i genitori del ragazzino andriese.
Se di malinteso si tratta, e ne siamo convinti anche noi, potrebbe essere allora soltanto un problema di tatto nei confronti di chi già soffre. Quel che è certo è che nel frattempo la famiglia dell’adolescente di Andria adirà le vie legali.

Andrea Tedeschi

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