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Cronaca

8 settembre 2010 - 13:35

Dambrosio, interrogato dai killer prima di essere ucciso

Omicidio D'AmbrosioTrentatre colpi. Non tutti per ucciderlo. Forse molti sarebbero stati sparati per farlo parlare. La morte di Bartolomeo Dambrosio, infatti non è stata immediata. L’umo si sarebbe trascinato per qualche metro aggrappandosi disperatamente al terreno, come testimonierebbero i fili d’erba che gli sono stati trovati tra le dita di una mano. Nessuno sa se ha risposto a tutte le domande dei suoi killer prima di essere finito con il colpo mortale alla nuca.
Ieri il professor Francesco Vinci ha eseguito l’autopsia sul cadavere di Dambrosio su disposizione del pm antimafia Desirèe Digeronimo che aveva già indagato sulla vittima. Ad avvalorare l’ipotesi dell’interrogatorio potrebbero essere i molti colpi dei 33 esplosi, non andati a segno. L’autopsia infatti ha evidenziato che solo cinque o sei sono quelli che hanno raggiunto Dambrosio, sparati forse da due posizioni diverse, con due pistole (una 7 e 65 ed una calibro 45) ed un fucile. Il boss di Altamura si stava allenando per la maratona di New York, nel Pulo, certo di non essere toccato quando i sicari lo hanno sorpreso. Certo è, secondo chi gli stava più vicino, che negli ultimi tempi stava rigando dritto.
Ieri, intanto, il procuratore capo della Repubblica di Bari Antonio Laudati aveva definito l’omicidio Dambrosio “strategico per chi intende assicurarsi un ruolo principale nella gestione delle attività criminali”.

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