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Attualità

27 giugno 2012 - 20:22

Vendola: “Per la nuova sanità in Puglia partiamo da cinque nuovi ospedali”

Nichi VendolaCinque ospedali di dimensioni medio-grandi, dai 350 ai 700 posti letto, al servizio di bacini di utenza molto larghi, sono la risposta al bisogno di superare la concezione di una rete ospedaliera traballante, precaria e obsoleta.Saranno relizzati nel Sud Salento a Taranto, lungo l’asse brindisi-Bari nella Bat e nel Nord Barese.
Li ha presentati il Presidente della Regione Puglia Nichi Vendola con gli Assessori Ettore Attolini e Fabiano Amati. E’ previsto un finanziamento complessivo di 522 milioni di euro.”In tutte le città – ha continuato Vendola – noi dobbiamo continuare a implementare la rete dei servizi socio-assistenziali territoriali. I vecchi piccoli ospedali si stanno trasformando in contenitori di servizi nei confronti dei cittadini, in luoghi utili per diventare case della salute, in poliambulatori e consultori. Con un finanziamento di 522 milioni di euro cinque nuovi ospedali, che insieme all’ospedale della Murgia e a tutte le strutture che stanno sorgendo da una importante attività, che è anche attività edilizia, definiscono una rete ospedaliera evoluta, moderna e di grande qualità”.
Secondo Vendola, “negli ospedali il cittadino deve trovare tutte le risposte: quelle tecnologicamente più avanzate e quelle specialisticamente all’avanguardia. Nel territorio bisogna trovare tutti i ganci per non essere abbandonati di fronte a domande di salute che soltanto in maniera inappropriata finiscono negli ospedali, producendo inappropriatezza delle cure e, soprattutto, una lievitazione della spesa sanitaria”.
“Stiamo governando con grande responsabilità – ha concluso Vendola – un momento di passaggio che ha, in tutta evidenza, effetti traumatici sulle comunità e sulla psicologia collettiva, rendendo credibile il tema della riconversione. Il risparmio senza riconversione è austerity e, giustamente, la gente si ribella. Il risparmio come effetto della riqualificazione, riconversione e reingegnerizzazione della rete ospedaliera è un’altra cosa”.

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