Ricordate l’aria di Napoli in bottiglia, messa in vendita da fantasiosi commercianti partenopei? Ebbene, quella che sembrava una barzelletta è diventata realtà, con l’istituzione della tassa di soggiorno a carico dei turisti che scelgono le mete più gettonate del Bel Paese. Chi ci si ferma, deve pagare da 1 a 5 euro a notte. E siccome la matematica non è un’opinione, per una famiglia di quattro persone, ogni giorno di vacanza può costare dai 4 ai 20 euro in più. In Puglia, sono 8 le località costiere che hanno istituito la tassa di soggiorno: 4 salentine (Ostuni, Salve, Otranto e Melendugno) e 4 garganiche (Rodi, Mattinata, Lesina e Vieste). L’imposta si applica fino ad un massimo di 5 pernottamenti consecutivi. Sono esenti dal pagamento dell’imposta i ragazzi sotto i 12 anni, gli ultra75enni, gli autisti di pullman e le guide turistiche che accompagnano gruppi organizzati, e chi soggiorna nel periodo gennaio-maggio e ottobre-dicembre. Per le famiglie con almeno quattro figli, la tassa di soggiorno è dimezzata. La tassa a carico del turista varia a seconda del livello dell’albergo in cui si soggiorna. Il denaro incassato dev’essere però impiegato per promuovere, anche se indirettamente, il territorio. Ad Otranto, ad esempio, la tassa di soggiorno è stata istituita il 4 luglio 2011. In meno di un anno, ha portato nelle casse comunali circa 550mila euro, che l’amministrazione ha utilizzato per finanziare la gestione del castello e dell’area marittima protetta, percorsi ciclabili, la manutenzione di beni culturali, strade comunali, parchi e giardini. Il denaro versato, dunque, promette servizi migliori proprio per i turisti. Ma chissà se basterà a far pesare meno questo balzello!
Mariella Vitucci





















