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Attualità

26 febbraio 2010 - 14:00

Taglio alle tv locali, la nota della direttora

Annamaria FerrettiLa notizia della soppressione dei contributi ministeriali per le radio e tv locali decisa ieri con l’Approvazione da parte del Senato dell’emendamento al “decreto mille proroghe” è un fatto gravissimo. E’ una scure che si abbatte su un sistema già provato dalla crisi economica e dal passaggio al digitale terreste. E’ un bavaglio alla vera libertà di espressione a vantaggio di tv, radio e giornali di partito.  Poiché fino ad oggi non si è potuta controllare a dovere l’informazione territoriale, si è deciso di sopprimerla e lo stop del governo alle provvidenze con effetto retroattivo – cioè con un atto che incide sui bilanci chiusi – è un fatto gravissimo.
E’ l’unico modo per lasciare “in mezzo alla strada” migliaia di professionisti dell’informazione e negare ai cittadini il diritto di avere un riferimento libero sul loro territorio. Bisogna che lo sappiate cari telespettatori.
Noi non vogliamo morire, ma anche voi non dovete arrendervi alla faziosità. Non fatevi addomesticare.
L’emittenza privata locale non lo fa. In televisioni come questa, si fa approfondimento giornalistico libero tutti i giorni.  Si fa opinione. Si creano posti di lavoro, a questo punto fortemente a rischio.
Le parole del Presidente di Antenna Sud Fabrizio Lombardo Pjiola, presidente anche del consorzio RTP che riunisce oltre 20 radio e tv pugliesi, sono state molto chiare: si tratta di un attentato diretto alle società editrici. Anche per Luca Montrone, Presidente del Gruppo Telenorba, decano di battaglie che si sono battute su questo fronte – lo avete sentito -  questo provvedimento non ha precedenti.
Quello che si chiede è il varo di un decreto che riattivi il diritto dei contributi per l’editoria o in alternativa si fa appello al Presidente della Repubblica di non firmare la conversione in legge del decreto e di rinviarlo alle Camere.
In caso non avvenisse nulla di tutto questo, si ricorrerà a necessarie forme di protesta per cui sono sicura, avremo il sostegno dei telespettatori.
Le tv locali non servono solo in campagna elettorale. Deve essere chiaro per tutti.

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